Bologna scende in piazza

Continuiamo ad essere convinte/i che i temi contenuti nell’appello che abbiamo condiviso nei giorni scorsi, con l’invito a scendere oggi in piazza al Nettuno per pretendere salute, soldi e dignità per tutte/i, siano pienamente attuali e decisivi da affrontare nella fase difficile che stiamo vivendo. Ma non ci sono le condizioni per costruire la manifestazione ampia che era stata immaginata. Ci prendiamo il tempo di comprendere come attraversare la fase nuova in cui ci troviamo, certe/i che siano ancora tante e diverse le mobilitazioni che sarà giusto e necessario alimentare nell’imminente futuro. La nostra solidarietà, intanto, va a chi è stato denunciato e multato per la manifestazione del 7 novembre e la protesta in galleria Cavour.

Vag61 – Spazio libero autogestito (14/11/2020)

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SABATO 14 NOVEMBRE’020 alle 16 @ PIAZZA NETTUNO

Dopo tanti segnali e numerose piazze che in queste settimane hanno reclamato salute e reddito, anche sabato 7 novembre a Bologna si è urlato: dateci i soldi, ora!

Si è ulteriormente resa visibile una faglia nella società. Da un lato ci sono i ricchi che possiedono soldi e privilegi; dall’altro chi i soldi non ce li ha, precariato giovanile e non solo, gli strati popolari, la moltitudine di donne che hanno dovuto abbandonare un lavoro precario perché inconciliabile con il lavoro di cura, il mondo della scuola considerato un mero parcheggio, vecchie e nuove forme di povertà, chi lavora in nero, chi aspetta la cassa integrazione da mesi, chi sta davvero pagando questa crisi sanitaria ed economica. In quest’epoca pandemica, più che mai da un lato c’è chi può permettersi cure costose, dall’altro chi muore nel ricatto tra lavoro e salute.

Prima di un possibile lockdown, nelle piazze, sta scendendo chi è più arrabbiat* per l’andamento della crisi, chi se rimane a casa sarà senza soldi e senza lavoro, chi una casa non ce l’ha o rischia di perderla, chi è costretto a lavorare per paghe da fame, chi corre il rischio di ammalarsi perché la salute da tempo non è un diritto universale ma un privilegio e una fonte di profitto.

Interi settori sociali abbandonati a sé stessi, in solitudine e impoverimento, mentre nelle case la violenza di genere imperversa. Scuola, servizio sanitario e trasporto pubblico dovevano essere le priorità per garantire la tenuta in questa fase: Governo Conte e Giunta regionale di Bonaccini poco e male hanno fatto in questi mesi, minimizzando la situazione e perseguendo gli interessi dei privati.

Altro che “clima di tensione contro i DPCM”: il clima di tensione c’è perché le nostre tasche sono vuote e le nostre oppressioni sempre più forti! Si scende in piazza, anzi, per rivendicare tutte le misure possibili per difendere la salute, tutte le risorse necessarie per non trasformare questa necessità nell’ennesimo ricatto tra salute e reddito, per dire che le risorse devono essere prese lì dove si trovano colpendo le grandi ricchezze, per reclamare SALUTE, SOLDI e DIGNITÀ subito!

I ricchi si stanno riorganizzando e non vogliono più essere disturbati nelle loro fortezze dello shopping, del lusso e dell’opulenza. Ci dicono chiaramente che anche quest’anno per loro sarà una festa. La politica continua a privilegiare gli interessi della rendita, del profitto e della “grande fabbrica”, a privatizzare welfare e sanità. A chiudere sono solo la scuola e i luoghi della cultura considerandoli orpelli non indispensabili. Ma fuori dalle loro fortezze premono e premeranno sempre in di più.

Dalle piazze, allora, arriva il tempo di cambiare il segno a questa crisi.

Rovesciare i termini di ricchezza e povertà, conquistare subito reddito per tutte e tutti, imporre un nuovo concetto di salute (accessibile, di prossimità, che metta al centro le persone e non il profitto), collocare nel basso della società la decisione sull’uso dei soldi per la “next generation”, messa in sicurezza delle scuole, potenziamento del trasporto pubblico, blocco degli sfratti, affitti, mutui e utenze.

Torniamo in piazza per incontrarci e per dire insieme che lotteremo, proprio ora, per tutto quello che ci serve per vivere: SALUTE, SOLDI, DIGNITA’!

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