Qui siamo, qui restiamo

Il Comune di Bologna, con un avviso pubblico che riguarda complessivamente dieci edifici di proprietà dell’amministrazione, ha messo a bando la gestione dell’immobile di via Paolo Fabbri 110 che dal 2004 è la casa dei progetti e delle iniziative di Vag61. Questo atto burocratico si insinua all’interno di una storia che ha già alle spalle 15 anni di attività, grazie alle quali un piatto deposito a rischio abbandono si è trasformato in uno spazio libero autogestito frequentato giorno dopo giorno da un numero incalcolabile di persone. Un destino ben diverso, guarda caso, da quello dell’immobile che Vag61 occupò in via Azzo Gardino, prima di ottenere l’attuale sede. Dopo lo sgombero, sono passati tre lustri di completo inutilizzo con buona pace dei “progetti” sventolati all’epoca per giustificare l’intervento della polizia: basta dare un’occhiata a queste immagini per rendersi conto dello stato in cui si è lasciato ridurre l’edificio insieme al suo cortile. E ora, proprio poco tempo fa, il Demanio ha fatto sapere di non aver trovato niente di meglio da fare che mettere tutto in vendita a favor di privato. Con gli immobili pubblici funziona così, a Bologna.

L’edificio di via Paolo Fabbri 110, invece, grazie a Vag61 oggi è un centro sociale che (partito dal progetto media center e con la nascita di uno dei primissimi mercati contadini di CampiAperti in città) attraversa ed è attraversato da molteplici percorsi: il Centro di documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani” (che ha ricevuto la “Dichiarazione di interesse culturale” da parte della Sovrintendenza archivistica dell’Emilia-Romagna – Archivio di Stato di Bologna), Smk videofactory e OpenDDB, il Fondo Roversi, la Palestra popolare, il quotidiano online autogestito Zeroincondotta – Zic.it, il cantiere culturale permanente di Resistenze in Cirenaica, il Comitato B.E.C.C.O. (Bologna Est Contro il Cemento e per l’Ossigeno), il Nodo Sociale Antifascista, il Condominio Bel(le)trame in sinergia con il vicino dormitorio, la musica di Bologna Calibro 7 Pollici, i cibi resistenti della Brigata cucinieri, i gruppi di acquisto solidale di Alchemilla G.a.s. e Giaz… E poi i filoni di attività – per citare le più recenti – legate alla letteratura sociale, alla lotta del popolo kurdo, alle mobilitazioni femministe di Non Una Di Meno e non solo, alle condizioni di chi viene privato della libertà o rischia di esserlo. Al fianco di questi e altri progetti, le iniziative organizzate e ospitate in via Paolo Fabbri 110 sono centinaia e centinaia: sono tutte elencate sul sito Vag61.info, se qualcuno volesse averne conferma. Per portare avanti tutto ciò, negli anni abbiamo riversato negli spazi di via Paolo Fabbri 110 un investimento sociale, politico, culturale e anche economico difficile da rendere in freddi numeri. Ma Vag61 è lì, a testimoniare ogni tassello di questa piccola grande storia.

A questo percorso vogliamo caparbiamente dare continuità, per portare avanti le pratiche di autogestione, autorganizzazione, autoproduzione e tramite queste dimostrare che è possibile contrapporsi al mercato e al profitto, alla cultura omologata, all’individualismo e al pensiero sessista, razzista e fascista. La rotta che riteniamo di dover percorrere l’abbiamo tracciata formulando la nostra “Dichiarazione di (non)indipendenza”: poche righe, ma è tutto lì.

Vogliamo proseguire questo non facile cammino perchè ogni giorno ce n’è sempre più bisogno, vogliamo tutelare i progetti in corso, vogliamo garantire un futuro al prezioso patrimonio storico oggi custodito in via Paolo Fabbri 110. Per per questo, negli ultimi tempi, a più riprese abbiamo interloquito con il Comune alla ricerca di una modalità che consentisse a Vag61 di continuare ad essere quello che è e che non ha alcuna intenzione di smettere di essere. Il Comune ha man mano proposto diversi interlocutori ed ha cambiato più volte ipotesi di lavoro, ma nessuna è arrivata fino in fondo. Non per nostra volontà.

Ora, sul tavolo della città, c’è un bando. Quello che pensiamo dell’uso di questo strumento per la fruizione degli spazi pubblici abbiamo già avuto occasione di esprimerlo in passato e non abbiamo cambiato idea. Un bando non può misurare la complessità che emerge dalle esperienze di autogestione, non può rispondere all’esigenza di plasmare forme innovative di cooperazione e organizzazione. Un bando mette in competizione le realtà sociali, quando per ogni spazio gettato nell’arena ce ne sono dieci che restano ad ammuffire. Un bando rischia di mettere in secondo piano anni e anni di attività pregresse. Questa che di fatto è una minaccia, ora, pende su Vag61 e mette a repentaglio ciò che abbiamo costruito in questi 15 anni. La minaccia vogliamo dunque trasformarla nell’ennesima sfida, sapendo che in passato la comunità che fa vivere Vag61 è già stata capace più volte di resistere di fronte al rischio di ritrovarsi senza una casa. Questa volta ci troviamo costretti a resistere partecipando ad un bando, perchè l’alternativa sarebbe quella di consegnare ad altri il pretesto per accampare diritti sugli spazi racchiusi tra le pareti (bellissime: grazie ancora a Ericailcane e Bastardilla!) di Vag61. Non abbiamo garanzie e non possiamo certo dimenticare che questa amministrazione è la stessa che ha sgomberato numerosi centri sociali, aprendo altrettante ferite che sentiamo come nostre sulla pelle. Corriamo un rischio, per non correrne uno maggiore.

Abbiamo tutta l’intenzione di confermare che via Paolo Fabbri 110 è e sarà la casa di Vag61. Non abbiamo alcuna intenzione di smobilitare e chiudere i battenti. Ecco perchè i progetti continuano e l’attività dei prossimi mesi vede già diverse iniziative in cantiere: due giorni di festa con la rivista Carmilla, una serata dedicata al mondo della graphic novel, due iniziative nell’ambito del Terra di Tutti Film Festival con un workshop insieme a Silvano Agosti, uno spettacolo teatrale, l’assemblea annuale di Zapruder, i vinili di BC7P, la collaborazione con Resistenze in Cirenaica per la realizzazione di un “Quaderno di Cirene” dedicato al racconto di storie poco note di staffette, partigiane, “madame” e rivoltose. E tanto altro si aggiungerà, perchè non c’è bando che possa distrarci dalla voglia matta di riempire di vita via Paolo Fabbri 110.

Aquì estamos! Di là, invece, c’è il leghismo salvinista che non vede l’ora di vedersi consegnare un altro pezzo di città e di Paese. Fate il vostro gioco, noi il nostro lo stiamo già facendo.

Con Xm24 nel cuore,
l’assemblea di Vag61 – Spazio libero autogestito in via Paolo Fabbri 110

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Ci rivediamo dopo l’estate!

Le iniziative a Vag61 sono sospese.

Ci rivediamo dopo l’estate con i tanti progetti in corso, nuovi appuntamenti e ancora cultura, socialità, incontri, politica, libri, proiezioni, autorganizzazione, solidarietà, arte, informazione, musica, corsi, poesia, teatro…

Stay tuned!

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Dall’impotenza alla creatività: workshop con Silvano Agosti

VENERDI’ 11 OTTOBRE’019 alle 14,30

Quattro ore di workshop con una pausa nel mezzo dalle 14,30 alle 18,30

Iscrizione: qui

Il cinema racconta storie che arrivano da altri mondi e riesce a metterle in contatto con le nostre, in un rapporto virtuoso e sinergico. Il cinema abbatte i muri. Il cinema costruisce ponti. L’opera cinematografica diventa immortale quando nasce da un momento creativo che riesce ad essere fonte di ispirazione anche per chi la vedrà. Il cinema ci ricorda che siamo essere umani, ma che la nostra creatività è spesso chiusa in gabbia. Il cinema ci fornisce gli strumenti per aprirla e dare espressione alla nostra espressività artistica ed umana.

Un workshop, attraverso il lungo percorso creativo di Silvano Agosti, che ci mostra come la settima arte può essere strumento di emancipazione e di espressione della nostra urgenza creativa e della nostra urgenza di essere libere e liberi.

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Fantasie che mordono – Carmillafest 2019

SABATO 19 e DOMENICA 20 OTTOBRE’019

 

Una ghiotta anteprima della prossima programmazione autunnale a Vag61!

Sabato 19 e domenica 20 ottobre saremo felicissime/i di ospitare “Fantasie che mordono – Carmillafest 2019”, con Valerio Evangelisti e tante/i altre/i ospiti per due giorni di dibattiti, musica, proiezioni e gastronomia popolare.

Non vediamo l’ora!

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Call for papers :: I Quaderni di Cirene #4

Armatevi di penna, tastiera, china o pastelli. Cirene ha bisogno di voi curiose, studiose, scrittrici, illustratrici per il prossimo quaderno. Resistenze in Cirenaica si tinge di fucsia per raccontare storie poco note di staffette, partigiane, “madame”, “veneri nere”, “sentinelle della patria lontana” o rivoltose prima, durante o dopo il fascismo in Italia e nelle colonie sull’altra sponda del Mediterraneo.

Per il prossimo numero de I Quaderni di Cirene, che contiamo di pubblicare l’8 marzo 2020, la redazione si propone di dare voce a una componente che, a conti fatti, nei numeri precedenti è sottorappresentata. Per quanto le attività di Resistenze in Cirenaica, come la re-intitolazione di via Libia in via Vinka Kitarović durante il trekking urbano nel rione o il racconto di chi fossero le partigiane «Lina», «Giuliana» e la sua sodale «Tosca», abbiano cercato di compensare questo divario, c’è ancora tanto da fare.

Ma quali sono gli argomenti che vorremmo affrontare e le modalità di partecipazione a questa chiamata alle armi? Vorremmo puntare i riflettori sulle «oscure operaie di quel grande mestiere che fu la guerra partigiana», per dirla con le parole di Ilio Barontini, fare luce sul madamato, sui mutamenti nella condizione e nel ruolo delle donne al dì qua e al di là del Mediterraneo dopo la promulgazione delle leggi razziali, sull’immagine e l’immaginario che il patriarcato fascista costruì sul corpo e la pelle del così – svilentemente – detto sesso debole.

Ci serve una mano per raccontare o illustrare la reclusione di Giovanna Zaccherini Alvisi, detta «Giannina», a Regina Coeli; il legame di profonda amicizia tra Tolmina Guazzaloca e Adalgisa Gallerani; le missioni di Ena Frazzoni, Adriana Feletti, Gorizia Giovannini, Grazia Poljana o Ada Tonelli, che con Ada Zucchelli ebbe in comune non solo il nome di battesimo ma anche quello di battaglia.

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Su la testa! Percorsi di antifascismo

VENERDI’ 5 e SABATO 6 LUGLIO’019

> > > Leggi il documento “Percorsi di antifascismo: l’ora della dignità rischiosa”

>>> Ascolta Valerio ai microfoni di Radio Città Fujiko: l’intervista

> > > Le foto delle due giornate: qui // Gli audio delle iniziative: su Zic.it

Programma in aggiornamento:

VENERDI’ 5 LUGLIO

– alle 18: presentazione del libro “La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro” [Alegre – 2019 – info] con l’autore Wolf Bukowski e Maurizio Bergamaschi (Unibo)

– alle 20: cena sociale di autofinanziamento

– alle 21: “Narrazioni e decostruzioni: produrre culture antifasciste”. Con Wu Ming 4, Marco Sommariva

SABATO 6 LUGLIO

– alle 17: “Pratiche e percorsi di antifascismo e di libertà”. Con Rete Genova Antifascista, Movimento antipenale (Roma), Mediterranea Saving Humans, Lidia Cirillo, Valentina Coletta (MIT), Mujeres Libres Bologna

– dalle 19: Casa Babylon presenta Balla&Difendi. Torna la balotta di Casa Babylon, risuona la musica di Balla & Difendi! Aperitivo, cena e Dj set a cura di Albertino e Oddo, con qualche ospite [info]

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Percorsi di antifascismo: l’ora della dignità rischiosa

Il documento “Percorsi di antifascismo: l’ora della dignità rischiosa”, che introduce e accompagna il festival “Su la testa! Percorsi di antifascismo” (5-6 luglio’019). Un invito alla riflessione e al confronto in vista di due giorni di incontri, libri, musica, cibo, socialità. Per ribadire che di fronte ai fascismi non ci si gira dall’altra parte. Su la testa!

> > > Scarica e leggi il documento: pdf

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Appello per Giusi: antifascisti sempre, dentro e fuori i posti di lavoro

VENERDI’ 26 LUGLIO’019 alle 10,30 @ COMUNE di CASALECCHIO

> > > Su Zic.it: “Comune dichiari Giusi non punibile o ricorreremo” (audio)

Condividiamo il seguente appello, in vista del presidio in solidarietà con Giusi:

Antifascisti sempre, dentro e fuori i posti di lavoro

Con questa parola d’ordine il prossimo 26 luglio, alle ore 10,30, saremo davanti al Comune di Casalecchio di Reno per manifestare solidarietà attiva a Giusi, convocata dal Comune di Casalecchio di Reno per un procedimento disciplinare avviato dopo la sua partecipazione alla manifestazione antifascista del 20 maggio a Bologna contro il comizio di Forza Nuova.

Il Comune di Casalecchio, tramite l’ufficio disciplinare con cui è convenzionato, ha deciso di avviare questo procedimento solo dopo che alcuni esponenti istituzionali delle formazioni di destra hanno rivelato pubblicamente l’identità e il lavoro di Giusi, chiedendo contestualmente al Comune “una condanna esemplare”.

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Str-agi / naufr-agi di Stato: Piazza Fontana, Bologna 1980, Mar Mediterraneo…

VENERDI’ 2 AGOSTO’019 alle 8,30 in PIAZZA NETTUNO

> > > Leggi su Zic.it: Strage, parla Merola e la piazza si svuota

Ieri le bombe, oggi i porti chiusi: vecchie strategie per una nuova tensione.

Il 12 dicembre 1969 Piazza Fontana (17 morti) aprì la stagione della “strategia della tensione” che proseguì fino alla strage di Natale del Rapido 904 (1984 – 17 morti), passando per piazza della Loggia a Brescia (1974 – 8 morti), l’Italicus (1974 – 12 morti) e la Stazione di Bologna il 2 agosto 1980 con gli 85 morti che ricordiamo oggi.

I depistatori di questa strategia erano i servizi segreti, le forze politiche di governo, la P2 e alti ufficiali dell’esercito; gli esecutori erano manovalanza reclutata tra le formazioni neofasciste di Ordine Nero, Ordine Nuovo e dei NAR. Mandante era lo Stato.

Uno scopo della strategia era diffondere tra la popolazione uno stato di tensione e di paura per creare le condizioni psicologiche, sociali e politiche perché fosse auspicabile e giustificabile una politica repressiva che facesse quadrato attorno alle istituzioni “democratiche” messe in discussione dalle bombe. Strumento criminale dell’ideologia stragista sono stati i depistaggi che, attraverso un costante sforzo di occultamento della verità, hanno indirizzato, e continuano a indirizzare, le indagini verso inverosimili colpevoli.

La strategia della tensione è pratica di governo e di controllo sociale ricorrente nei periodi di crisi: le bombe di oggi sono i naufragi nel Mar Mediterraneo, “l’emergenza” da contrastare è “l’invasione” di migranti “nullafacenti e delinquenti”, il rischio che corriamo è la “sostituzione etnica”, i soggetti da criminalizzare sono tutti coloro che attuano accoglienza e protezione… La paura è servita, la strategia per alimentarla anche: fake news, blitz, allarmi creati ad hoc, provvedimenti attuati con il falso scopo di risolvere i problemi del nostro paese sottraendo diritti a rifugiati e richiedenti asilo, nel perverso meccanismo di renderli più fragili, più esposti, più soli, più “pericolosi”…e ricominciare, fomentando paura e odio razzista che legittimino politiche repressive e alimentino campagne elettorali.

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In ricordo di Mariella

“Una distinta signora entra in una macelleria del centro, zona universitaria, si rivolge alla cassiera, sorella del macellaio, col solito fare lamentoso di certe persone con molto tempo da spendere: ‘Povera me, è da questa mattina alle otto che sono in giro, non ne posso più. Sono andata a prenotare degli esami all’Asl. Figurati che le prenotazioni sono chiuse fino a settembre’. Alla cassiera non sembra vero di poter attaccare quello che si percepisce essere uno dei suoi argomenti preferiti tanto che la risposta suona eccitata e fuori tema: ‘Per forza, con tutti quegli extracomunitari…’. Replica la distinta signora con tono che vorrebbe essere di disprezzo ma è solo due tonalità sopra: ‘Ah! Era pieno di loro, certo che hanno imparato proprio bene a venire qui a farsi curare!’. La cassiera: ‘Pensa, che quando QUELLE SCHIFOSE vanno in ospedale a partorire tutti i loro parenti vanno a trovarle per farsi la doccia e se gli infermieri si oppongono li minacciano!’. Queste e altre amenità ho sentito, ma la rabbia mi chiudeva le orecchie e non ricordo esattamente. A un certo punto, però, parlavano con voce tenerissima della cagnina della signora come fosse una dolce creatura. Mi volto, vado alla cassa e, mentre pago, con la voce bassa che fatica ad uscire perché vorrebbe urlare, proclamo freddamente che una donna che partorisce non è mai una schifosa e che non metterò mai più piede in quel negozio di cui ero stata una troppo tollerante cliente, surgelando il falso sorriso/ghigno della cassiera. Esco col culo dritto e penso: ‘Questa è la Bologna che Cofferati asseconda. Bravo!'”.

Questo intervento chiaro e immediato Mariella lo fece a un’assemblea di movimento, nell’era del sindaco sceriffo Sergio Gaetano Cofferati. Senza bisogno di tanti riferimenti teorici, in quell’intervento c’era molta politicità e un’analisi lucida sulla fase, e fu il modo più efficace per spingere tutta l’assemblea a promuovere una mobilitazione costante contro le politiche securitarie che, in città, producevano quotidianamente discriminazione nei confronti dei migranti e repressione dei comportamenti “troppo devianti” dei giovani.

Mariella era uno spirito libero, diretta e mai conciliante; era una piccola e gracile “forza della natura” capace di emanare una travolgente carica di passione. Per tanti di noi era più grande di età, ma era sicuramente la più “giovane” nei suoi comportamenti. Disponibile e generosa nei momenti di lotta, ma pure nei gesti concreti di solidarietà e aiuto alle persone in difficoltà.

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La Cirenaica che resiste con Xm24, contro il nulla che avanza!

SABATO 29 GIUGNO ‘019 alle 16 @ PIAZZA XX SETTEMBRE

> > > Su Zic.it il racconto della manifestazione con foto, audio e video: 12

Immaginatela, quella città. Quella città in cui i palazzoni senza vita e senza vite svettano come scheletri buoni solo a coprire il sole. Quella città in cui tutto ha un prezzo e ogni prezzo è sempre più difficile da pagare. Quella città che dice di guardare avanti ma intanto torna indietro. Quella città che progetta di progettare progetti ma intanto si riempie di vuoti. Quella città piatta come un tagliere. Quella città che mescola destra e sinistra e poi serve ben freddo, come un cocktail annacquato che stordisce ma non eccita. Quella città ingrigita come i muri di una caserma (forse, o forse una fantomatica casa della letteratura o forse degli alloggi o forse chissà, tanto è uguale). Quella città che naviga a vista e annega nel decoro. Quella città che non osa, non s’apre, non ama, non sogna, non danza.

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Vag61 tra gli Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana – SPLAI

Vag61 aderisce alla campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI), promossa dal movimento internazionale per il Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS) nei confrontidi Israele.

Cos’èModulo di adesioneManifesto dell’aderenteLogoMappa Apartheid Free Zones

Dichiariamo che questo è uno Spazio Libero dall’Apartheid Israeliana (SPLAI) e affermiamo il nostro appoggio al movimento internazionale per una Palestina libera e per la giustizia, l’uguaglianza e la libertà per tutti.

Nella nostra attività ci richiameremo ai principi del movimento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS) guidato dai Palestinesi, che, ispirandosi al movimento contro l’apartheid sudafricana, chiede di esercitare una pressione nonviolenta sullo Stato di Israele affinché rispetti il diritto internazionale e accolga le richieste seguenti:

1) Porre fine alla occupazione e colonizzazione israeliana delle terre arabe e smantellare il Muro;
2) Riconoscere diritti fondamentali e piena uguaglianza dei cittadini arabo-palestinesi di Israele;
3) Rispettare, proteggere e promuovere il diritto deirifugiati palestinesi a tornare alle proprie case e proprietà come stabilito dalla risoluzione 194 dell’ONU del 1948.

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5×1.000 a Vag61

Sostieni i progetti e le iniziative di Vag61! Compilando la dichiarazione dei redditi firma nel riquadro dedicato alle associazioni di promozione sociale ed inserisci CF: 91241310373

Grazie!

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Cirenaica Rèsistance

SABATO 25 MAGGIO’019 dalle 15

> > > Foto della giornata: 12

Iniziativa a cura della Palestra Popolare Vag61

Appassionanti combattimenti, magnifiche esibizioni, tanto cibo e divertimento per una intera giornata di sport popolare, condivisione, socialità e partecipazione: Cirenaica Rèsistance.

Si potrebbe quasi dire “come da tradizione”, anche quest’anno portiamo fuori i guantoni dallo scantinato e ci presentiamo nella più ampia cornice di una tre giorni dedicata allo sport popolare ed alle sue numerose declinazioni cittadine. Questa volta gli incontri e le esibizioni di Muay thai si alterneranno a tornei di calcio, pallavolo e boxe, giocati in molte parti della città da chi, come noi, vive lo sport all’insegna di antirazzismo, antisessismo e antifascismo.

Ci rende molto orgogliosi la possibilità di incontrare e raccontarci insieme a compagne e compagni che, in altre palestre di Bologna, costruiscono una realtà sportiva simile alla nostra: per noi lo sport, infatti, non è solo l’esercizio mediante il quale alleniamo il nostro corpo, ma è anche e soprattuto una via per liberarsi dalle costrizioni a cui la vita quotidiana ci abitua.

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L’antifascismo è nelle strade!

L’antifascismo è una cosa seria e Bologna è antifascista. Lo scrivevamo poco più di un anno fa, all’indomani della grande giornata di mobilitazione che diede un gran filo da torcere a chi pensava che Forza Nuova potesse tranquillamente propagandare in piazza il proprio odio razzista, sessista e omofobo. Lo ripetiamo ora, perchè ieri ancora una volta è nelle strade che il rifiuto delle provocazioni neofasciste si è fatto vivo, vero, visibile e tangibile: l’antifascismo è una cosa seria e Bologna è antifascista. E’ antifascista grazie alle tante realtà autorganizzate che hanno deciso di scendere in piazza, grazie alle/i tante/i antifasciste/i che hanno compreso l’urgenza e la necessità di dimostrare che non si può restare indifferenti quando personaggi come Roberto Fiore tentano di guadagnare spazio approfittando di un contesto politico nazionale che volentieri strizza l’occhio alla propaganda dell’estrema destra. E’ una piazza senz’altro composita quella che ieri ha relegato Forza Nuova dentro un recinto di reti metalliche e mezzi blindati, resistendo alla cariche della polizia per dare poi vita ad una grande manifestazione: dimostrazione che percorsi, storie e persone diverse sanno e possono incontrarsi, perchè la posta in gioco è alta e collettiva – e ampia – dev’essere la capacità di lanciare la sfida. Da qui, dalle consapevolezze rafforzate ieri e dalle energie ancora da sprigionare, suonano come un ronzio fastidioso ma lontano le parole delle anime belle che da questo o quell’altro schieramento politico e sindacale si scandalizzano per Forza Nuova ma non muovono un dito, si affannano a dare patenti di antifascismo ma non vanno oltre scialbe dichiarazioni e paraventi burocratici, si riempiono la bocca di Resistenza ma poi “la libertà di espressione vale anche per i neofascisti”. C’è il mondo reale, al di fuori dei comunicati stampa. In quel mondo strisciano i neofascisti, in quel mondo bisogna darsi da fare. L’antifascismo: una cosa seria!

Solidarietà alle compagne/i ferite/i e fermate/i durante le cariche di ieri.

Vag61 – Spazio libero autogestito

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”Boicottiamo le imprese bolognesi che fanno affari con la Turchia!”

ROMPIAMO L’ISOLAMENTO: È IL SILENZIO CHE UCCIDE

Inchiesta realizzata e diffusa in occasione del presidio organizzato da numerose realtà cittadine nell’ambito della due giorni di azione nazionale (11-12 maggio) lanciata da Rete Jin, Uiki onlus, Retekurdistan ed ex-combattenti Ypg/Ypj per mobilitarsi al fianco dei/delle 7.000 in sciopero della fame nelle carceri in Turchia, per rompere l’isolamento di Abdullah Ocalan e del popolo curdo!

“In questo momento nelle carceri della Turchia e non solo è in corso uno sciopero della fame di massa che coinvolge circa 7000 persone. E’ uno sciopero della fame a tempo indeterminato, in otto, per protesta, hanno già posto fine alla loro vita; sette di loro erano in carcere. Questa forma di lotta estrema viene attuata per richiedere la fine dell’isolamento di Abdullah Öcalan, il leader kurdo che dal 1999 in isolamento sull’isola di İmralı, nel Mar di Marmara. Questo isolamento è una tortura, una violazione dei diritti umani e delle leggi internazionali e nazionali” (…) “Iniziamo a pubblicare l’elenco delle aziende che operano sul territorio bolognese e che svolgono attività economiche, commerciali e produttive in Turchia. Se continuerà a persistere questo muro di indifferenza intorno alle scelte gravissime del regime turco metteremo in campo campagne di vero e proprio boicottaggio. Inoltre, chiediamo alle rappresentanze sindacali aziendali di queste grandi aziende e ai sindacati di categoria di prendere posizione, anche la loro remissività su questa vicenda non è accettabile”.

> Scarica, leggi e diffondi l’ichiesta completa: pdf

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La BaLotta Continua in concerto!

SABATO 4 MAGGIO’019 alle 22

> > > Video e foto del concerto: qui

Un graditissimo ritorno a Vag61!

Una nuova serata in compagnia del combat ska punk resistente de La BaLotta Continua!

 

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FunkyVag (big reunion)

DOMENICA 28 APRILE’019 dalle 16

> > > Foto della giornata: qui

Annunciamo con immenso piacere il ritorno dopo (troppi!) anni del FunkyVag nei nostri spazi di via Paolo Fabbri 110!

Una strepitosa reunion da non perdere per chi ama i generi funk, soul, rare grooves, hip hop, balli di gruppo…

I dischi gireranno dal primo pomeriggio fino allo scoccare della mezzanotte… e per cena GRIGLIATA SOCIALE (anche veg)!

Perchè il chewing gum? Perchè sa di seventies, di America, Brooklyn, Spike Lee, House party… di black music, ma soprattutto perchè il FunkyVag è gia stato masticato, la gente ne conosce il gusto (funky flavor), la ragazzina sgrana gli occhi stupita, il ritorno del FunkyVag è inaspettato, ma è già pronta a divertirsi facendo mille bubbles…

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Corteo 25 aprile: contro tutti i fascismi!

GIOVEDI’ 25 APRILE’019 alle 10 @ PIAZZA DELL’UNITA’

> > > Su Zic.it: il racconto del corteo, con foto e audio

> > > Leggi su Zic.it: In piazza il 25 aprile anche il ”pane antifascista”

> > > Stampa e diffondi il volantino: scarica il pdf

Contro tutti i fascismi. Per una società di uguali e liber*!

25Aprile perché non abbiamo bisogno di celebrare ricorrenze ma di batterci attivamente contro tutti i fascismi, contro il razzismo, il sessismo e lo sfruttamento.

25Aprile perché l’opposizione collettiva alle politiche autoritarie, oscurantiste, nazionaliste e antisociali del governo Lega-M5s è giusta e necessaria.

25Aprile perché non abbiamo alcuna intenzione di rassegnarci alla legge Salvini, al ddl Pillon, alle sparatorie-sempre-legittime, all’offensiva sull’aborto e alle altre barbarie in salsa gialloverde.

25Aprile perché chi introduce il carcere per blocchi stradali e occupazioni non può illudersi di soffocare il conflitto sociale e le lotte sul lavoro.

25Aprile perché non abbiamo alcuna nostalgia di Renzi o Minniti e dell’opposizione di comodo non sappiamo che farcene, oggi come ieri.

25Aprile perché siamo per la libertà di movimento e siamo dalla parte dei migranti che sfidano il mare e le montagne per sfuggire all’inferno e per una vita migliore.

25Aprile perché difendiamo la ricchezza degli spazi autogestiti e dell’autorganizzazione dalla speculazione e da chi vorrebbe città addormentate.

25Aprile perché portiamo nel cuore i partigiani di ieri e i partigiani di oggi come Orso, Tekoser, Lorenzo.

25Aprile perché abbiamo attraversato le piazze delle mobilitazioni antifasciste e antirazziste, le piazze della marea transfemminista, le piazze dei territori che resistono alle opere inutili, le piazze per i porti aperti, le piazze delle/i lavoratrici che rivendicano diritti e tutele, le piazze che difendono il clima e l’ambiente… E NON CI BASTA!

Per l’internazionalismo
Per la libertà
Per un nuovo movimento di liberazione

Realtà antifasciste bolognesi

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SMK10 – Festival!

VENERDI’ 12, SABATO 13 e DOMENICA 14 APRILE’019

> > > Resoconto, foto e video del festival: qui

SMK Videofactory spegne le sue prime 10 candeline!

Dal 12 al 14 aprile 2019 a Vag61, via Paolo Fabbri 110 Bologna, festeggeremo questo momento con tre giornate di festival!

Per raccontare tutto quello che è stato e per scoprire tutto ciò che ci aspetta domani. Una lunghissima lista di ospiti, amici e compagni di viaggio!

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Frega per noi peccatori

A ottobre 2011 in Italia la crisi economica mostrava tutta la sua ferocia, la grande finanza pretendeva di scaricare sui ceti più deboli i danni della crisi globale provocata dalla propria stessa scelleratezza, e cosa significava l’avremmo scoperto poco dopo per interposto governo Monti.

A ottobre 2011 un grande movimento transnazionale si opponeva alla protervia dell’1% inondando le piazze, dal Cairo a Madrid a New York. Il 15 del mese sarebbe toccato a Roma.

Il 12 ottobre 2011, tre giorni prima, eravamo in tante e tanti, determinati e arrabbiate, a manifestare davanti a Banca d’Italia in piazza Cavour. Con noi c’era, per la prima volta, Santa Insolvenza, protettrice delle precarie dei precari: “Frega per noi peccatori la ricchezza che produciamo ma altri detengono perchè abbiamo diritto a casa, mobilità, saperi e desiderio”, era l’invocazione.

Tristi giudici per quella giornata ci dicono colpevoli, quando, passati otto anni, palese la devastazione di anni di politiche di austerità, anche il più stronzo dei liberali non può che ammettere che avevamo ragione. Piena, pienissima, ragione.

Noi non abbiamo nessuna colpa, non proviamo nessun senso di colpa. Coloro che ci hanno resi più povere e poveri, precarie e precari, si guardino invece allo specchio, se ne hanno il coraggio.

Vag61 – Spazio libero autogestito

(immagine: tavola su “Internazionale”, n.941 – marzo 2012, di S.Tobocman e J.Wehrle)

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Il caso 7 aprile // La sala del fondo dedicata a Egidio Monferdin

In ricordo di Egidio Monferdin

Nell’archivio del Centro di documentazione il “Fondo 7 aprile” è una delle parti più importanti. Si tratta di più di cento faldoni contenenti copie del materiale giudiziario (interrogatori, indagini, atti processuali, documenti sequestrati), sottoposti in questi anni a una meticolosa catalogazione, per renderli disponibili alla consultazione. A quarant’anni del 7 aprile 1979 il Centro di documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani” ha deciso di dedicare la sala in cui sono custoditi i materiali del fondo a Egidio Monferdin, uno dei compagni incarcerati per quella maxi-inchiesta, scomparso qualche anno fa, molto conosciuto a Bologna, per la sua militanza attiva nelle fila del movimento, nelle lotte dei migranti e nelle attività degli spazi sociali, in primo luogo all’Xm24.

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IL CASO 7 APRILE

Gli arresti e i mandati di cattura
Il 7 Aprile 1979 reparti della Digos, dei Carabinieri e della Polizia, su mandato dei magistrati padovani Calogero e Fais, effettuarono decine di arresti, in diverse città italiane, coinvolgendo gli esponenti più noti dell’Area dell’Autonomia Operaia ed ex militanti di Potere Operaio. Stampa e tv diedero notizia della maxi-retata affermando che era stato portato in galera il presunto vertice delle Brigate Rosse. Furono arrestati: Antonio Negri (a Milano); Oreste Scalzone, Emilio Vesce, Lauso Zagato (a Roma); Ivo Galimberti, Luciano Ferrari Bravo, Carmela Di Rocco, Giuseppe Nicotri, Paolo Benvegnù, Alisa Del Re, Sandro Serafini, Massimo Tramonti (a Padova); Mario Dalmaviva (a Torino); Guido Bianchini (a Ferrara); Marzio Sturaro (a Rovigo). Riuscirono a sfuggire alla retata: Franco Piperno, Pietro Despali, Roberto Ferrari, Giambattista Marongiu, Gianfranco Pancino, Nanni Balestrini e Gianni Boeto.

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Liberiamo le lotte dal Codice penale // assemblea-dibattito

VENERDI’ 5 APRILE’019 alle 20

> > > Audio della discussione: qui // foto della serata: qui

Iniziativa a cura di Vag61 e Centro di documentazione dei movimenti “Lorusso-Giuliani”, verso il corteo del 25 aprile: contro tutti i fascismi!

“25Aprile perché chi introduce il carcere per blocchi stradali e occupazioni non può illudersi di soffocare il conflitto sociale e le lotte sul lavoro…”

Programma:

– alle 20: cena sociale

– alle 21,15: assemblea/dibattito. Parteciperanno: Anubi D’Avossa Lussurgiu (Movimento antipenale Roma), Nicoletta Dosio (Movimento NoTav), Italo Di Sabato (Osservatorio sulla repressione), Alvise Sbraccia (Antigone – Univ. Bologna) e Oreste Scalzone

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Bologna con Mediterranea #FreeMareJonio

MERCOLEDI’ 20 MARZO’019 alle 18 @ PIAZZA NETTUNO

> > > Articolo con video della manifestazione su Zic.it

Mediterranea ha salvato 49 persone in mare, arrivate a bordo della Mare Jonio davanti alle coste di Lampedusa, dove sono rimaste per tutta la giornata del 19 marzo fino allo sbarco che è avvenuto in serata a Lampedusa. Finalmente i 49 migranti sono sbarcati, salvati grazie all’azione di Mediterranea dalla morte in mare e dalle violenze in Libia. I porti sono aperti, nonostante le dichiarazioni di Salvini. Il Governo italiano continua a usare dichiarazioni retoriche e di pura propaganda politica senza dare priorità al rispetto dei diritti. Questo mentre si continua a morire, di ieri l’ultimo naufragio di cui si è a conoscenza. Il salvataggio effettuato da Mediterranea dimostra la necessità di continuare ad essere presenti in quel tratto di mare.

La Mare Jonio è attualmente sottoposta a sequestro probatorio, su iniziativa della Polizia Giudiziaria, in particolare la Guardia di Finanza.  La Mare Jonio non spegne i motori! La Mare Jonio deve ritornare in mare, dove si continua morire e dove senza l’azione di Mediterranea queste 49 persone oggi in salvo sarebbero morte o nell’inferno libico. Lasciateci ripartire!

Chiamiamo tutte e tutti ad attivarsi e mobilitarsi con Mediterranea, per ribadire che i porti sono aperti e che le persone vanno salvate. Rispondiamo all’appello di Mediterranea Saving Humans: a Bologna appuntamento ore 18 in Piazza del Nettuno.

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Ciao Rocchì!

Le assemblee. Gli interventi sempre in piedi. Le genialate nelle riunioni un po’ ingessate. Il sorriso scaltro e consapevole. Le imprecazioni in un dialetto tanto lontano quanto vicino. L’entusiasmo. I cortei. Avanti e dietro per la strada, a destra e sinistra lungo lo striscione, girotondo intorno al camion. La felpa col cappuccio e il fazzoletto. I cori sempre e comunque, la voce meno. Gli sfottò a quelli vestiti (male) in borghese che camminano un po’ piu avanti. La surreale colletta all’autogrill verso la Valle. Xm, il quartiere. In saletta, al mercato, all’ingresso, all’infoshock, al bar, al mixer, in serigrafia, alla presentazione, sul palco. La birretta. La camicia hawaiana e la paglietta. La maschera, il peperoncino, lo yogurt. La cumbia. Le sbatte, gli accolli, la presa a bene. Il murales antifa, i contorni da rifinire e le guardie da distrarre. Le realtà, le chiamate, le chiacchiere, le punte. La risata, la libertà. Ciao Rocchì!

Vag61 – Spazio libero autogestito

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