Stop all’invasione turca – Riseup4Rojava!

MARTEDI’ 29 NOVEMBRE’022 alle 18,30 @ PIAZZA VERDi

Fermiamo Erdogan!

Nella notte tra sabato 19 e domenica 20 novembre il territorio del Rojava e parti del Kurdistan iracheno sono state bombardate. La città di Kobânê, simbolo della resistenza contro ISIS, è tutt’ora oggetto di pesanti raid aerei nel centro della città, dove è stato colpito e raso al suolo anche l’ospedale. Sono stati inoltre bombardati i campi profughi nella zona di Aleppo, dove vivono i profughi scappati da Afrin durante l’invasione turca del 2018. Le vittime sono prevalentemente civili.

L’attacco al popolo curdo e il tentativo di annientamento del Confederalismo Democratico sono stati giustificati dal governo turco come una risposta all’attentato di Istanbul del 13 novembre 2022, imputato ingiustamente e frettolosamente al PKK e alle YPG, che mai hanno compiuto atti terroristici nei confronti di civili e che prontamente hanno negato un loro coinvolgimento in questo attacco. Il pretesto dunque è stato utilizzato dal dittatore Erdogan per continuare la sua campagna sanguinaria con l’obbiettivo di distruggere il progetto sociale che le compagne e i compagni del Rojava hanno costruito dal 2012 ad oggi.

La rivoluzione del Rojava ha come pilastri portanti la rivoluzione delle donne, l’ecologia, la democrazia dal basso, la convivenza tra popoli, culture e religioni diverse. La Turchia inizia questi nuovi bombardamenti in un periodo in cui cerca di riaffermare il suo ruolo nel mediterraneo e nei confronti dell’Europa, per ristabilire il potere interno alla nazione e mentre in Iran le piazze sono infiammate da centinaia di donne che, dopo l’uccisione di Mahsa Amini, si sono riversate nelle piazze contro la repubblica islamica iraniana e stanno resistendo all’oppressione che il governo sta mettendo in campo per reprimere il dissenso.

Nelle piazze del medio-oriente si inizia a gridare jin, jiyan, azadi – donna, vita, libertà – e tutto ciò rappresenta una minaccia per Erdogan, ma anche per tutti i i regimi oppressori e i gruppi jihadisti che con lui hanno stretto rapporti.

In kurdistan ogni giorno centinaia di compagne e compagni costruiscono passo dopo passo una società libera dal patriarcato, dal capitalismo e da ogni tipo di nazionalismo, e facendolo resistono contro il fascismo di Erdogan e dell’ISIS e contro tutte quelle forze della conservazione e dell’oscurantismo attive nell’area e nelle regioni circostanti. Il popolo kurdo rappresenta dunque una “minaccia” reale al patriarcato. Minaccia che per noi porta il nome di libertà.

È per questo motivo che ci opponiamo ai bombardamenti in corso e a qualsiasi nuovo tentativo di aggressione via terra, chiedendo che su tutto il territorio del Rojava venga posta la No-fly zone per difendere la vita e la libertà del popolo kurdo, dalla parte di chi in quei territori pratica l’auto-difesa.

Ci vediamo martedì 29 novembre alle 18,30 in piazza Verdi.

STOP ALL’INVASIONE TURCA!
STOP ALLE BOMBE SULLA RIVOLUZIONE DELLE DONNE!

#Riseup4rojava

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Un pomeriggio del 12 dicembre

VENERDÌ 9 DICEMBRE’022 alle 18

Il Centro documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani” ricorda la strage di piazza Fontana.

A ridosso del cinquantatreesimo anniversario della strage abbiamo deciso di parlarne attraverso le differenti chiavi narrative di cinque libri a fumetti, dialogando con alcuni degli autori, ripercorrendone la storia i fatti e i protagonisti di quei giorni.

Saranno con noi:
Francesco Barilli – “Piazza Fontana”
Gianfranco Manfredi – “Milano 12 dicembre”
Marco Rizzo – “La prima bomba” (in collegamento video)
Claudia Pinelli, Niccolò Volpati – “Pino – Vita accidentale di un anarchico”
Ilaria Jovine, Roberto Mariotti – “Volo senza un grido – La lotta di Licia Pinelli”

Moderano:
Valerio Monteventi e Marco Tabilio

– alle 18: Un pomeriggio del 12 dicembre. La strage di piazza Fontana raccontata con i libri a fumetti.

– alle 20,30: cena

– alle 21,30: canzoni di movimento

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BC7P meets Rough & Tough

SABATO 17 DICEMBRE’022 alle 22

Bologna Calibro 7 Pollici presenta il secondo appuntamento della stagione a Vag61 insieme a Rough&Tough da Padova!

Ticchio, Tommy e Paskal tornano a Bologna con i loro esplosivi dischetti di black & tropical music degli anni ’50, ’60 e ’70.

Preparatevi a ballare il meglio del reggae, soul, r&b, latin, garage, gospel, funk, ska, rocksteady, afro and tropical music su vinile 45 giri e LP.

Vi aspettiamo in pista con scarpette luccicanti e sorrisi stampati in faccia ❤

Bologna Calibro 7 Pollici resident dj’s:
Salvo, Federico, Simone e Michele

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LOCATION
VAG61 –  Via Paolo Fabbri 110, Bologna

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INGRESSO UP TO YOU!
PLEASE COME EARLY!

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Su Zic.it / Casa: così nel corso degli anni il pubblico ha abdicato ai privati

Su Zic.it la seconda parte dell’inchiesta sull’emergenza abitativa a Bologna. Si parla di: Edilizia residenziale pubblica, Edilizia convenzionata, dal canone calmierato al canone concordato, Fondo sociale per l’affitto, cooperative a proprietà indivisa, patrimonio dell’Asp, Agenzia sociale per la casa.

> Leggi: Casa: così nel corso degli anni il pubblico ha abdicato ai privati

> La prima puntata: Il mercato non è mai la soluzione

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Lunga vita all’autogestione e all’autorganizzazione!

Salutiamo con gioia la nuova occupazione di via Stalingrado 31 a Bologna, lunga vita all’autogestione e all’autorganizzazione!

> Leggi su Zic.it: Nuova occupazione: “Vi aspettiamo in via Stalingrado 31!”

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Basta sgomberi! Case per tuttə!

Un’altra sveglia presto per l’ennesimo sgombero nella città di Bologna questa mattina. Nella giornata internazionale degli studenti e studentesse, viene sgomberata un’occupazione abitativa di uno stabile vuoto da diversi anni che era diventato casa per student* e precar*. Ancora una volta il diritto alla casa diventa questione di ordine pubblico, ancora una volta la politica lascia campo libero agli scudi e ai manganelli.

Alle 18 invitiamo tutt* in Piazza San Martino! Basta sgomberi! Case per tuttə!

Vag61 – Spazio libero autogestito

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Su Zic.it / Il mercato non è mai la soluzione

Su Zic.it un’approfondita inchiesta sull’emergenza abitativa a Bologna. Si parla di amministrazioni comunali perennemente latitanti, affittacamere con pochi scrupoli, affaristi targati Cl, ruolo della Chiesa, multinazionali prontissime a fare grandi profitti sul bisogno di casa delle/gli studentesse/i. Ed è solo la prima puntata…

> Leggi: Il mercato non è mai la soluzione

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Una comunità insorgente – Casa, reddito, diritti per tutte/i

MERCOLEDI’ 5/10 h19,30 @ VIA ZAMBONI 38: ASSEMBLEA [leggi su Zic]
VENERDI’ 14/10 h17,30 @ VAG61: INFORMIAMO IL QUARTIERE [foto]
SABATO 22/10 h15 @ P.ZZA XX SETTEMBRE: CORTEO [su Zic: 12345]

Da quel 9 luglio 2021, il giorno dell’arrivo delle ormai famose email di licenziamento, questa è la terza volta che le operaie e gli operai della Gkn hanno chiamato e organizzato una piazza unica, per un’unica lotta, indivisa per tutte le vertenze: per i lavoratori e per le lavoratrici, per chi subisce quotidianamente la precarietà, per i senza lavoro, per i movimenti ambientalisti. Anche questa volta hanno riproposto con determinazione la saldatura tra la questione sociale e quella ambientale, mettendo tutte e tutti davanti a un’equazione, non semplice, che tiene insieme radicalità e unità: per insorgere è necessario convergere, ma non è possibile convergere senza insorgere.

Le operaie e gli operai della Gkn in questo anno e mezzo non solo si sono battuti per la reindustrializzazione della loro fabbrica (un processo incerto e lungo, disseminato da tanti tentativi di logoramento), non solo non hanno smobilitato il loro presidio, ma, con la parola d’ordine “insorgiamo”, hanno dato vita a una vertenza collettiva che abbraccia il tema della lavoro e della crisi industriali, la questione all’ambiente e dei cambiamenti climatici, dichiarando in modo netto un “no alla guerra”, senza ambiguità.

La loro è stata una rivendicazione di diritti per tutta la società, che ha rimesso al centro le condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici, che ha fatto da cassa di risonanza ai tanti obiettivi e alle rivendicazioni di quel mondo solidale che in questi mesi hanno incontrato, fatto di realtà di movimento, sindacati non concertativi, associazioni, collettivi e organizzazioni dal basso.

Nel loro percorso di lotta per sconfiggere i processi di delocalizzazione, hanno affrontato senza titubanze la questione salariale, la riduzione d’orario a parità di salario, il carovita e i maxi aumenti delle bollette, l’abolizione del precariato, la rivendicazione di un polo pubblico per la mobilità sostenibile.

Dopo “l’insorgiamo tour” e le manifestazioni di Firenze, il collettivo di fabbrica Gkn oggi rilancia la convergenza come metodo conflittuale per inaugurare un autunno auspicabilmente “caldo”.

Chi in questi mesi ha seguito la loro lotta ha visto una comunità insorgere, solidarizzare e autorganizzarsi. Il corpo sociale della fabbrica ha fatto vedere la sua capacità di autogestirsi, ha dimostrato l’inutilità delle gerarchie e come la liberazione da questi vincoli abbia reso più vivi i rapporti tra i lavoratori. Spesso si sono visti studenti in fabbrica e picchetti operai di fronte alle scuole. Tutto è confluito in un mare di solidarietà che non ha lasciato abbandonati a loro stesse/i le operaie e gli operai della Gkn, ma ha tolto dalla “solitudine politica e sociale” anche tante realtà collettive e tante persone che ci si erano ritrovate loro malgrado.

Con una pratica politica e sociale che da tanti anni non si vedeva le operaie e gli operai della Gkn hanno dimostrato che la convergenza non è un maldestro tentativo di unire, ma è un esperimento che tiene conto delle differenze e lavora per farle confluire su una strada comune; per contrastare un sistema di sfruttamento che si basa sull’interconnessione e che, come una piovra, dirama i suoi tentacoli su ogni ambito dell’agire umano.

Per la manifestazione di Bologna del 22 ottobre, il fulcro della convergenza sarà il cosiddetto “Passante di mezzo”, cioè l’allargamento del sistema tangenziale-autostrada molto vicino ai centri abitati e che vedrà per quattro anni molte zone popolari stravolte dai cantieri.

Si tratta di un’opera simbolo dell’insensatezza del sistema economico e politico, aggravata dall’emergenza climatica ed ecologica che stiamo vivendo. Un’opera che è l’emblema del sistema tossico che ci ha portato sull’orlo all’attuale collasso ambientale, che dimostra tutta la noncuranza dei grandi interessi, che speculano sulle vite di tutti.

Oltre a questo, il 22 ottobre è l’occasione per denunciare come la “trasformazione turistica” della nostra città avvenuta in questi anni abbia prodotto una vera e propria privatizzazione e invasione commerciale delle strade e delle piazze del centro storico: un’economia quella turistico/commerciale basata sul supersruttamento e i bassissimi salari per una mano d’opera iperprecarizzata.

In più questa “vocazione turistica” ha prodotto una vera e propria razzia di 4/5000 alloggi privati un tempo destinati all’affitto a favore di bed & breakfast e Airbnb. Se già nei decenni passati la speculazione immobiliare e gli affitti in nero erano erano il tipo di accoglienza che la città universitaria riservava agli studenti fuori sede, questo cambiamento più recente ha prodotto l’impossibilità di trovare una camera o un posto letto per giovani lavoratori, universitari, lavoratori migranti, se non a prezzi che si mangiano più della metà di un salario da lavoro dipendente. Con la completa sottomissione dell’amministrazione comunale alle “esigenze del mercato”.

In questi ultimi due anni, durante tutta la pandemia, governi di vari colori e di larghe intese, con l’apporto servile dell’informazione mainstream, ci hanno ripetuto fino allo sfinimento che sarebbe andato tutto bene.

No, non è andato tutto bene, anzi… Lo abbiamo visto in modo chiaro con gli extraprofitti delle compagnie energetiche per le utenze di luce e gas.

Se la ricerca del massimo profitto e l’ingordigia del capitale avranno sempre la precedenza sui diritti e sul futuro di questo pianeta, se gli attuali rapporti di forza rimarranno intoccati, le cose andranno sempre peggio.

Dopo quello che abbiamo vissuto in questi tempi bui, consapevoli che di governi amici non ne abbiamo mai avuti e forse non ne avremo mai, non abbiamo più voglia (men che meno dopo il 25 settembre) di rimanere in casa, in solitudine, a piangerci addosso.

Torniamo a riempire le strade di Bologna, come hanno fatto le donne e le ragazze con “Non una di meno” lo scorso 28 settembre.

Il prossimo 22 ottobre ubrichiamoci di dignità, insorgiamo con la testuggine delle operaie e degli operai della Gkn, sprigioniamo la potenza di quelli che nella società stanno in basso, inondiamo la città con un mare di solidarietà, facciamo di Bologna un’urbe ribelle e mai doma.

– Mercoledì 5/10 alle 19,30 @ via Zamboni 38 – Convergere per insorgere: assemblea regionale verso la manifestazione del 22/10 [leggi su Zic]

– Venerdì 14/10 alle 17,30 @ Vag61 (via Paolo Fabbri 110) verso le strade ribelli della Cirenaica: informazione in quartiere [foto]

– Sabato 22/10 alle 15 @ piazza XX Settembre – Manifestazione: “Convergere per insorgere!” [appello e info]

Vag61 – Spazio libero autogestito

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Riparte il Doposcuola Solidale!

TUTTI I LUNEDI’ E I MERCOLEDI’ DALLE 17 ALLE 19

Riparte il Doposcuola solidale della Colonna Solidale Autogestita.

Uno spazio inclusivo, di aiuto didattico e sostegno ma anche uno spazio in cui ragazze e ragazzi possano crescere e conoscersi in un ambiente in cui solidarietà e mutuo appoggio sono le basi della vita collettiva.

> Se vuoi partecipare, se vuoi collaborare al progetto, se hai libri e materiale didattico da mettere in condivisione: contattaci al 3756427644

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Dosio, Quadruppani, Prunetti per Valerio Evangelisti (video)

Su Zic.it le videotestimonianze inviate da Nicoletta Dosio, Serge Quadruppani e Alberto Prunetti per l’iniziativa “La radicalità narrativa di Valerio Evangelisti”, che si è svolta il 24 giugno 2022 a Vag61.

> Su Zic.it: Dosio, Quadruppani, Prunetti per Valerio Evangelisti (video)

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Salutiamo l’occupazione di via Azzo Gardino: lunga vita all’autogestione!

(nella foto lo striscione appeso sulla palazzina nel 2013, a dieci anni dall’occupazione e dal successivo sgombero)

Salutiamo la nuova occupazione temporanea di via Azzo Gardino, lì dove quasi vent’anni fa nacque l’esperienza di Vag61. Uno spazio del Demanio vuoto da anni prima dell’occupazione nel 2003 e poi rimasto vuoto e inutilizzato, come di consueto, per altri anni dopo lo sgombero. Uno spazio ri-comprato un paio di anni fa dal Comune (a peso d’oro) con una perversa operazione di scambio di denaro pubblico tra enti pubblici. Ora come allora noi diciamo: lunga vita alle occupazioni, lunga vita all’autogestione e all’autorganizzazione!

Vag61 – Spazio libero autogestito

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Doposcuola in cammino: un trekking urbano tra passato e presente (foto)

Le/i ragazze/i del Doposcuola solidale promosso dalla Colonna solidale autogestita hanno avuto la possibilità di partecipare, sulle orme del percorso tracciato dal progetto Resistenze in Cirenaica, ad una camminata per esplorare il quartiere e conoscere la storia che sta dietro il nome di questo rione e delle sue strade, ma non solo.

> Leggi l’articolo e guarda le foto su Zic.it

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Dalle strade della Cirenaica Antifascista: fermiamo l’invasione turca in Kurdistan!

Le strade ribelli della Cirenaica Antifascista e il giardino che ricorda Lorenzo “Orso” Orsetti si colorano della solidarietà per il popolo curdo! Sabato alle 16 tuttx in piazza Nettuno: rompiamo il silenzio, fermiamo l’invasione turca in Kurdistan!

> Su Zic.it: In piazza al fianco del popolo curdo: “Fermare il fascimo turco ora!” (audio+foto)

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Puoi sostenere l’autogestione anche con il 5×1000!

Sostieni i progetti e le iniziative di Vag61! Compilando la dichiarazione dei redditi firma nel riquadro dedicato alle associazioni di promozione sociale ed inserisci CF: 91241310373

Vag61 è uno spazio libero autogestito e tutte le sue attività e i suoi progetti si basano sull’autofinanziamento. Il lockdown si è fatto sentire anche da questo punto di vista e ogni contributo può aiutarci a far fronte alle spese, per continuare a portare avanti i percorsi di autorganizzazione, autoproduzione e mutualismo che hanno casa in via Paolo Fabbri 110. Perché l’autogestione è una ricchezza comune che va costruita e alimentata giorno per giorno, perché ogni spazio liberato è uno spazio da attraversare e difendere collettivamente!

Tutte le info per poter contribuire anche in altri modi all’autofinanziamento di Vag61: qui

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A Valerio Evangelisti

“Vorrei che i più giovani capissero che è possibile fare o tentare la rivoluzione, ma spesso tentare è già un fare, divertendosi. Divertendosi un casino”. Ogni volta che abbiamo avuto il piacere di avere Valerio Evangelisti con noi a Vag61, è stato come ricevere un dono prezioso. Scrittore formidabile, agitatore instancabile. Compagno, complice. Anno dopo anno, abbiamo stretto con lui un legame genuino e profondo, di quelli che è sempre più difficile trovare. Ma oggi, ne siamo certe/i, non ci vorrebbe tristi. Perchè se si è tristi, non si può tentare la rivoluzione. E allora, con le sue parole nella testa e il suo ricordo nel cuore, in alto i pugni!

Vag61 – Spazio libero autogestito

> Leggi su Zic.it:

Addio a Valerio Evangelisti

Ricordo di un cattivo maestro

Speciale – La fraternità di Valerio Evangelisti

L’ultimo saluto a Valerio Evangelisti: “Ciao Magister!”


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Verso un 25 aprile antifascista e antimilitarista: ecco il nostro no alla guerra

GIOVEDI’ 21 APRILE’022 alle 18 @ VIA BENTIVOGLI (foto+video)
VENERDI’ 22 APRILE’022 alle 18 @ VAG61 (foto)
LUNEDI’ 25 APRILE’022 alle 10 @ PIAZZA DELL’UNITA’ (cronaca+foto+audio)

Come ogni anno il 25 aprile per noi rappresenta una giornata di lotta e memoria viva. Non una data asettica e celebrativa, ma un momento importante per portare in piazza le istanze e le pratiche di ogni giorno. Per questo ricorderemo con orgoglio la Resistenza partigiana contro il nazifascismo, scendendo in piazza il 25 e con alcune iniziative nei giorni precedenti, sapendo che allo stesso tempo non possiamo ignorare la guerra che si sta consumando nell’Ucraina brutalmente invasa dalla Russia e lo slogan di questo 25 aprile è molto chiaro: “Con i popoli oppressi, no alla vostra guerra”. Senza mai dimenticare che non c’è una sola guerra nel mondo, ci sono conflitti che da decenni o secoli opprimono popoli e comunità. Spesso li abbiamo portati con noi nei cortei e nei centri sociali, nelle iniziative di solidarietà e di supporto, dalla Palestina al Kurdistan.

Il 25 aprile allora saremo in corteo anche per opporci a una politica di guerra con la rincorsa al riarmo votata dalla grande coalizione di Governo. Lo abbiamo appena visto in pandemia, le risorse pubbliche devono essere utilizzate per i bisogni della collettività, per la salute, per l’istruzione, per dare una casa a tutte e tutti, per garantire servizi e trasporti accessibili, per accogliere le persone in fuga da ogni parte del mondo. Non è in discussione il diritto delle/gli ucraine/i a difendersi, ma va disinnescato il sistema che porta le guerre per interessi economici e nazionalisti: i potenti giocano sullo scacchiere della geopolitica una partita in cui le uniche a perdere sono le popolazioni coinvolte e le/gli sfruttate/i in ogni parte del mondo. Storia sempre uguale, sempre tragica. Che si voglia far pendere l’ago della bilancia delle responsabilità verso l’imperialismo atlantista o quello putiniano, il risultato non cambia: muoiono o sono costrette/i a scappare le donne, gli uomini e le/i bambine/i sotto le bombe mentre stappa lo Champagne chi specula sulla crisi, l’industria delle armi e le forze neofasciste e autoritarie che infestano una parte o l’altra e anche i paesi fuori dal perimetro bellico.

Non facciamo sconti al ruolo storico della Nato. Nè alle spinte populiste e nazionaliste della classe dirigente ucraina. Non crediamo a chi si professa “di sinistra” ma passa da una guerra all’altra con disinvoltura. Non ci riempiamo la bocca di un’Europa incapace di guardare oltre le frontiere e di far prevalere i diritti e le condizioni materiali di tutte/i sugli interessi finanziari. Ce ne facciamo poco del mito post sovietico che qui e là si traduce in sguardo indulgente verso i soggetti e gli interessi che governano il Cremlino. Ma ci spaventa anche la retorica da legge marziale pronta a bollare come filo putinismo ogni tentativo di non rinunciare alla necessità di analizzare le diverse sfaccettature degli eventi, anche e soprattutto così drammatici, sottraendosi alla logica degli schieramenti che nutre la guerra di appiattimento della complessità. La nostra solidarietà va a chi in Ucraina, in Russia e ovunque rifiuta la guerra come strumento di dominio e si batte per una società giusta e solidale, laica e antifascista, antisessista ed ecologista.

Contro la vostra guerra scendiamo in piazza, al fianco dei popoli oppressi, per un 25 aprile antifascista e antimilitarista come ogni giorno dell’anno, tutti gli anni. Una volta ancora con Orso nel cuore: un partigiano tra le/i partigiane/i nelle strade ribelli della Cirenaica, che combattendo l’Isis al fianco della Rivoluzione del Rojava ha dimostrato quanto i valori dell’internazionalismo e dell’antifascismo possano ancora oggi plasmare come materia viva la parola Resistenza.

GIOVEDI’ 21/4 dalle 18 in via Bentivogli > Nell’anniversario della Liberazione di Bologna, ritrovo alla lapide che ricorda i caduti della Resistenza. Porta un fiore, un cartello, un pensiero per le/i partigiane/i! (foto+video)

VENERDI’ 22/4 dalle 18 a Vag61 > Dopo la distribuzione della Colonna Solidale Autogestita, aperitivo resistente e mostra fotografica a cura del Centro di documentazione “Lorusso-Giuliani” sui movimenti contro la guerra (foto)

LUNEDI’ 25/4 alle 10 in piazza dell’Unità > Manifestazione delle Realtà antifasciste bolognesi: con i popoli oppressi, no alla vostra guerra

Costruiamo insieme un grande 25 aprile antifascista e antimilitarista!

Vag61 – Spazio libero autogestito


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Eh sì, ci manchi

Eh sì, ci manchi


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Volontarə cercasi!

Le attività della Colonna Solidale Autogestita sono iniziate durante il primo lockdown del 2020 e da allora ad oggi si sono evolute e moltiplicate fino a comprendere (oltre al doposcuola e allo sportello per il reddito) tre diversi punti di intervento che provvedono alla distribuzione di prodotti di prima necessità per decine e decine di persone e famiglie in difficoltà in tre diversi quartieri della città.

Siamo consapevoli del ruolo che ha avuto la pandemia (ad oggi ancora in essere) nell’accelerare lo sfruttamento ed amplificare disuguaglianze e problemi, ma sappiamo anche che la cosiddetta normalità a cui si vorrebbe far ritorno era già crisi per tantissime/i. Non vogliamo pertanto che la nostra attività di supporto mutualistico e creazione di relazioni e trame comunitarie cessi né ora né in un prossimo futuro.

Per farlo però abbiamo bisogno dell’aiuto di altre persone disposte non solo a collaborare alla distribuzione delle cassette, ma a farsi carico insieme a noi della tenuta dell’intero progetto, che comprende tra le altre cose l’organizzazione di momenti di confronto e il recupero di prodotti alimentari (e non solo) dai centri di distribuzione, dalle reti contadine o dalle persone che scelgono di supportarci con le donazioni.

Scriviamo volontar* perchè non troviamo un termine altrettanto comprensibile. Ma più che semplici mani in aiuto cerchiamo corpi desideranti e pensanti, pronti a condividere un’esperienza di aiuto ed al contempo di lotta.

Potete contattarci scrivendo alla pagina fb o al numero di telefono 3756427644. Le assemblee della Colonna solidale autogestita si tengono un martedì ogni due settimane al Circolo Berneri in piazza di porta Santo Stefano dalle 18,300 circa.

Colonna Solidale Autogestita


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Supporta le distribuzioni solidali!

Nuova campagna di crowdfunding per la Colonna Solidale Autogestita:

Pandemic is not over!

Raccogliamo donazioni per garantire prodotti alimentari, beni di prima necessità e materiale scolastico a chi ne ha bisogno!

Non riceviamo fondi da nessun*, ci sosteniamo solo con le donazioni volontarie e solidali.

Fai una donazione su Produzioni dal Basso e partecipa alle nostre attività solidali!

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Zic. it | Dov’eravamo rimasti?

Segnaliamo l’editoriale di Zic.it:

Dov’eravamo rimasti?

Un avviso ai naviganti. Un ‘check-up’. Un aggiornamento sul cammino di Zic.it per tenere aperto il dialogo con le/i lettrici/ori e raccontare le trasformazioni del nostro quotidiano online autogestito. E anche un’occasione per ricordare che Zic è un giornale completamente autoprodotto e autofinanziato: dare un contributo significa sostenere la sua sopravvivenza.


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Due anni di Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana: orgogliosi di essere #SPLAI!

Condividiamo il comunicato diffuso in Italia dal movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS) in occasione del secondo anniversario della campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI) a cui Vag61 aderisce dal 2019:

Rifiutiamo l’apartheid israeliana
Orgogliosi di essere #SPLAI!

Il 5 giugno festeggiamo il secondo anniversario della campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana. Siete ormai quasi 300 SPLAI in tutta Italia e le adesioni crescono nonostante le difficoltà create dalla pandemia.

Ringraziamo tutti gli spazi che hanno aderito alla campagna e esprimiamo vicinanza e solidarietà a quant* hanno subito la perdita dei propri cari, conseguenze economiche e nelle relazioni sociali a causa del COVID-19.

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Aiutaci a sostenere le spese legali!

Da più di un anno ormai la possibilità di organizzare iniziative di autofinanziamento è bloccata dalla pandemia, ma per una realtà autogestita come la nostra restano molte spese a cui far fronte e tra queste ci sono anche quelle legali: strascico delle conseguenze giudiziarie connesse alle tante mobilitazioni sociali a cui le/gli attiviste/i di Vag61 hanno partecipato negli anni. Tra queste, ad esempio, presentano il conto le lotte del 2011 contro l’austerity e la precarietà (ricordate la famigerata lettera della Bce firmata da un certo Mario Draghi e da Jean Claude Trichet?) e quelle al fianco del movimento No Tav in Val di Susa.

Per questo ti chiediamo di darci il tuo sostegno e di partecipare a questa iniziativa di crowdfunding, per contribuire puoi:

# utilizzare il conto corrente: IT11M0501802400000011132917

# utilizzare Paypal


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Sostieni Vag61!

Vag61 è uno spazio libero autogestito e tutte le sue attività e i suoi progetti si basano sull’autofinanziamento.  Il lockdown si è fatto sentire anche da questo punto di vista e ogni contributo può aiutarci a far fronte alle spese, per continuare a portare avanti i percorsi di autorganizzazione, autoproduzione e mutualismo che hanno casa in via Paolo Fabbri 110.

Perché l’autogestione è una ricchezza comune che va costruita e alimentata giorno per giorno, perché ogni spazio liberato è uno spazio da attraversare e difendere collettivamente!

Per supportare Vag61 puoi:

# acquistare le nuove t-shirts e shoppers con con le bellissime illustrazioni di Andrea Casciu

# fare una donazione durante il Cortile aperto e solidale del venerdì o nelle altre occasioni in cui lo spazio è attivo

# utilizzare il conto corrente: IT11M0501802400000011132917

# utilizzare Paypal

# utilizzare il 5×1000: compilando la dichiarazione dei redditi, firma nel riquadro dedicato alle associazioni di promozione sociale ed inserisci CF: 91241310373

 


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