VAG61 ANCORA SOTTO TIRO, MA L’ANOMALIA NON SI ARRENDE (comunicato)

Ci risiamo. Ancora una volta chi amministra questa città, in questo caso un commissario figlio delle disgrazie del centrosinistra e nominato direttamente dal ministro leghista Maroni, vuole cancellare l’anomalia che, nel cuore di Bologna e della Cirenaica, prende il nom di Vag61. Diranno che non è vero, che scadendo la convenzione vogliono soltanto “spostare” il nostro spazio libero e autogestito da via Paolo Fabbri: spostarlo lontano dal centro, naturalmente, così da aggiungere un altro tassello al processo di normalizzazione che ormai da anni sta cercando di svuotare questo quadrante della città da ogni traccia di libera socialità, cultura autoprodotta, dissenso politico, vita. In tempi in cui si parla tanto di come far fronte ai tagli feroci che colpiscono la cultura ed il sociale, non si trova di meglio da fare che tentare di soffocare chi delle risposte le mette in campo e non da oggi. Però lo diciamo subito, forte e chiaro: l’anomalia Vag61 non si arrende. L’anomalia Vag61 sa che ai pretesti dell’amministrazione risponde un’esperienza radicata nella città e nel quartiere, con tanti progetti alle spalle ed altrettanti davanti.

VIVI NEL QUARTIERE E CON IL QUARTIERE

Cos’è Vag61 questa città lo sa bene. Però, visto che ci sono occhi che non vogliono vedere, ripercorriamo la nostra storia ed il nostro presente in fondo a questo documento: solidarietà, cultura, cooperazione, socialità, informazione, memoria, scambio costante con una miriade di realtà ed associazioni. Gli occhi che non vogliono vedere sono quelli delle amministrazioni, di qualche partito in crisi e dei sedicenti comitati che già in passato hanno tentato di ridurre Vag61 ad una discoteca qualsiasi, buona solo a produrre disagio per i vicini, agitando lo spettro di un quartiere che -a detta loro- vivrebbe Vag61 come un corpo estraneo. Niente di più falso. Vag61 è parte della Cirenaica e la Cirenaica è parte di Vag61: lo dimostra la storia quotidiana di questo spazio, la frequentazione delle iniziative, le centinaia di firme di solidarietà che hanno sommerso le striminzite e mai rese pubbliche petizioni di protesta. Eppure questo non ci basta, tanto che di recente abbiamo promosso un appello (anche questo è consultabile sul sito) che invita gli abitanti di questa zona a “pensare e costruire insieme un po’ di futuro”, cercando proposte e suggerimenti, perchè ci piacerebbe “che le attività messe in campo finora fossero non solo a disposizione di tutti, ma nelle mani di tutti” e “se ad altre non abbiamo ancora pensato, pensiamoci insieme”.

Se dicono che vogliono spostare Vag61 perchè disturberebbe chi abita vicino, mentono sapendo di mentire. Del resto, tra le proposte di trasferimento avanzate in queste settimane figurano spazi inseriti in contesti più residenziali di quello attuale: in un caso, tanto per fare un esempio, lo spazio che l’amministrazione sarebbe disposta a darci in  gestione ha una parete addirittura in comune con alcuni appartamenti. Qualcosa, evidentemente, non torna.

A questo proposito, c’è qualche informazione che vale la pena rendere pubblica. L’ultima amministrazione di centrosinistra, dopo averci già ridotto l’affitto quasi di un terzo riconoscendo la valenza sociale delle nostre attività, avvicinandosi la scadenza della convenzione aveva dato il via a trattative nell’ambito delle quali la prosecuzione dell’esperienza di Vag61, e la sua permanenza in via Paolo Fabbri 110, non sono mai state messe in discussione: al punto che l’amministrazione centrale, per definire in concreto le modalità della nuova intesa, aveva delegato il quartiere San Vitale. Quando il sindaco si è dimesso, quelle trattative per forza di cose si sono interrotte. Le ha riprese la Giunta del commissario ma anche in questo caso, per mesi, l’ipotesi di non rinnovare la convenzione oppure di spostare Vag non è mai emersa: anzi, il nodo da sciogliere era sul come migliorare la precedente convenzione. Poi, improvvisamente, la decisione di allontanarci dal centro con vaghi pretesti. E no, qualcosa proprio non torna.

CONTI ALLA MANO

Per realizzare le centinaia di iniziative messe a disposizione della città in questi anni, è bene chiarirlo, non abbiamo effettuato un investimento “solamente” sociale e volontario. In sei anni, infatti, abbiamo versato oltre 70.000 euro di affitto al Comune di Bologna e speso altri 40.000 euro in lavori di ristrutturazione e ammodernamento: valorizzando, di fatto, un  pezzetto di patrimonio pubblico altrimenti consegnato all’abbandono, come accade per un’infinità di immobili in città (mentre in altri casi, vedi PalaDozza, i soldi pubblici escono a  milioni dalle casse comunali). Anche questo aspetto, evidentemente, c’è chi pensa di  cancellarlo con un colpo di spugna.

E LA “POLITICA”?

Ci piacerebbe dunque sapere cosa ne pensa di tutto questo la “politica”, quella momentaneamente messa da parte dalla parentesi del commissario ma che sarà chiamata, a breve, a riprendere in mano l’amministrazione di questa città. Che ne pensa del fatto che sia una Giunta per definizione provvisoria a prendere decisioni che niente hanno di urgente e niente hanno di burocratico, perchè riguardano un capitolo della storia recente di questa città? Che ne pensa la “politica” dei progetti in corso, alcuni dei quali perfino sostenuti dagli stessi enti pubblici, che rischiano di non poter proseguire?

COSA E’ E COSA CONTINUERA’ AD ESSERE VAG61

Chi abita in questa zona da prima dell’arrivo di Vag61, ricorda bene cosa fosse lo spazio di via Paolo Fabbri 110. Un luogo chiuso, spento, morto. Con le nostre attività gli abbiamo  ridato vita, sottraendolo al degrado (quello vero) e allo spaccio. Oggi in via Paolo Fabbri 110 si immagina, pratica e difende una città diversa. Da 2003 Vag61 è uno spazio libero, pubblico a autogestito, aperto alle proposte che arrivano da associazioni e singoli, in cui si susseguono quasi quotidianamente iniziative e incontri su tematiche di attualità politica e sociale e sulla storia dei movimenti (con il Centro di documentazione “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani”), oltre a serate dedicate al cinema indipendente, alla poesia, alla musica, all’espressione artistica e culturale in genere. Un media center in cui si produce informazione indipendente, con il quotidiano on line Zic.it, produzioni video (Occhio Vago) e la carta stampata, in un continuo processo di elaborazione e confronto collettivo. Un luogo di dibattito politico sulla realtà della nostra città, un luogo di crescita di nuove soggettività e di produzione di conflitto sociale, un luogo dove si lavora “dal basso” alla costruzione di nuovi modelli di società. Uno spazio che promuove un progetto di sostegno ai lavoratori colpiti dalla crisi (progetto “InCassati“) ed ospita il Coordinamento dei precari della scuola, corsi di formazione (anche in collaborazione con Provincia e Comune) e di lingua (con l’associazione Italia-Nicaragua), un mercatino biologico frequentatissimo dalle famiglie della zona (con Campi Aperti), feste di vicinato, gruppi di acquisto solidale (GasBo), attività per i bambini, autoproduzione musicale (con un vero e proprio studio di registrazione), una compagnia teatrale (il Tinello), una Brigata di cucinieri solidali. Un centro di aggregazione giovanile che offre i propri spazi e i propri strumenti a numerosi cosiddetti “adolescenti a rischio” della Cirenaica e del Pilastro, togliendoli dalla strada, attivando inoltre percorsi di collaborazione con il vicino dormitorio pubblico Beltrame ed il servizio Drop In per tossicodipendenti (quest’ultimo, di recente, è stato improvvisamente chiuso mentre noi raccogliamo in giro siringhe usate). Un luogo dove gli studenti dell’università hanno modo, attraverso stage e tirocini, di crescere culturalmente e professionalmente. Uno spazio per iniziative di solidarietà in collaborazione con chi solo in spazi come questi riesce ad avere visibilità e sostegno, come nel caso delle cene di raccolta fondi per i lavoratori, dei collettivi migranti o di progetti internazionali in Palestina o in altri luoghi lontani che sentiamo vicini.

Sul nostro sito web (www.vag61.info) si può visionare un archivio con tutte le centinaia di iniziative realizzate. Per sintesi riportiamo solo alcune tra quelle messe in campo nelle  ultime settimane o in calendario: una serata di raccolta fondi per i terremotati de L’Aquila, una giornata della rassegna “Porte aperte” con il dormitorio pubblico Beltrame, cene di autofinanziamento per il Coordinamento migranti, per il Coordinamento dei precari della  scuola, per la manifestazione nazionale della Fiom e per quella in difesa dell’acqua pubblica, iniziative contro la violenza sulle donne, incontri sulla Palestina, seminari del Coordinamento degli studenti medi, la presentazione di libri e documentari sulla situazione carceraria, sulla “Uno bianca” e sulla strage del 2 agosto 1980, su Federico Aldrovandi, la proiezione di un documentario sul popolo Rom a Bologna (prodotto anche da Vag61), uno spettacolo teatrale sui lavoratori della Fiat, le prime lezioni dei corsi su alimentazione consapevole, realizzazione di orti urbani, comunicazione, informazione sulle sostanze psicotrope e prevenzione dei rischi…

QUINDI…

Quel che è certo, lo ripetiamo, è che l’anomalia Vag61 non si arrende. Se dietro l’atteggiamento dell’amministrazione c’è una rigidità prefettizia e poliziesca, una spinta  governativa fatta di autoritarismo e bavagli (forse le tante denunce pubblicate su Zic danno fastidio?), le trame politiche di chi magari approfitta del commissariamento per non  metterci la faccia oppure semplicemente il fatto che qualcuno che su via Paolo Fabbri 110 ci ha messo gli occhi sopra, per noi la conclusione è sempre la stessa: l’anomalia non ci pensa proprio a farsi schiacciare.

Le teste, i volti e i cuori di Vag61

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