La palestrina

PRENDIAMO A PUGNI LE SFIGHE DELLA VITA

Al centro di accoglienza BELTRAME di via Sabatucci

– Gli ORARI delle attività sportive: pdf 

– Per INFO: asdvag61 @ autistici . org

 

E’ capitato spesso che, in particolari momenti di emergenza, delle palestre siano state adibite a dormitori. Ma, forse, è la prima volta che esce la notizia che, in uno stanzone seminterrato di un dormitorio pubblico, si apre uno spazio palestra. Stiamo parlando del dormitorio pubblico “Beltrame” e la palestra è una delle “bel(le)trame” previste dal progetto del “Condominio Sabatucci”, promosso dagli operatori del dormitorio e da diverse realtà attive nel territorio della Cirenaica (Oltre, Fucine Vulcaniche, Sensiesegni, Universo, Naufragi, Avvocato di strada, Acquablu e Vag61).

La prima cosa che va detta è che non si tratta di uno degli spazi più “fighetti” dove fare sport a Bologna. A chi l’ha vista sono venute in mente le palestre di pugilato dei film americani degli anni sessanta. Sobria e fuori moda: due sacchi, una spalliera, due panche, qualche centinaio di chili di ghisa, alcuni bilanceri, quattro corde da saltare per sudare. Materiali recuperati da altre palestre e donati volentieri per l’azzardo romantico e sognatore che questo progetto rappresenta.

Dentro non ci troverete fissati del bicipite o invasati degli addominali a tartaruga o maniaci dell’uppercut, ma qualche storia di solitudine, conti aperti e chiusi col passato, gente che, nel ring della strada, combatte con la mancanza di lavoro o di una casa, con la precarietà e i disagi della vita. Persone che, anche in presenza di gravi difficoltà, intendono star bene nel proprio corpo, avendo rispetto per se stessi e per gli altri. Che sono poi le cose che contano davvero, in una società dove si abbassa sempre di più la soglia di sensibilità.

La “Palestrina” sarà un luogo dove allenare, oltre al fisico, le proprie emozioni. Dove riappacificarsi col proprio corpo, troppo spesso annegato in litri di birra e di tavernello, senza ansia da prestazione, senza quella competizione gonfiata dal raggiungimento di successi fatui. Per ora, le attività sportive che si terranno saranno: preparazione atletica di base, potenziamento muscolare, yoga e attività ludico-motoria rivolta all’apprendimento delle tecniche pugilistiche e di difesa personale.

Sarà una “palestra popolare” nel senso che non verà mai precluso l’accesso né per questioni tecniche, né per motivi economici. Quello che vogliamo praticare è uno sport che non sia un lusso per pochi ma una possibilità per tutti. Le attività che si svolgeranno all’interno saranno un modo per ricercare il benessere fisico e mentale, ma pure un’occasione per costruire socialità, per rigettare i pregiudizi e sviluppare un’esperienza di autogestione.

Se proprio ci deve essere un riferimento sportivo, un bell’esempio da ricordare è quello di Teofilo Stevenson, l’ex peso massimo cubano, vincitore di tre titoli olimpici, scomparso questa estate. Stevenson, insieme a Muhammad Alì, è stato una vera e propria leggenda del pugilato mondiale, ma a differenza del campione afro-americano, si rifiutò sempre di passare al professionismo. Quando glielo chiesero disse: “Cosa valgono cinque milioni di dollari, quando ho l’amore di cinque milioni di cubani”. Rimase un atleta dilettante per tutta la vita.

C’è chi dice che la libertà sia una forma di disciplina. La pratica sportiva può contribuire a disciplinare e a gestire l’aggressività, può permettere di confrontarsi per conoscere i propri limiti e migliorare le proprie capacità, può aiutare a star meglio con se stessi, ricostruendo momenti di aggregazione e di incontro con gli altri, in un’ottica di convivenza e di rispetto delle differenze, combattendo l’immiserimento delle periferie e le condizioni di isolamento e di solitudine che si vivono. Per queste ragioni Vag61 sta nella “Palestrina”, partecipando ai turni per tenerla aperta.

Buon allenamento a tutte e a tutti!