Memoria partigiana, memoria viva: Orso tornerà in Cirenaica

Una comunità perdutamente innamorata di libertà e dell’uguaglianza che armi in pugno ha sconfitto uno stato totalitario e oppressivo.

Sono i partigiani che strappando ai nazifascisti l’appennino valle dopo valle sono arrivati a liberare Bologna il 21 aprile 1945, a molti dei quali sono intitolate le strade del rione Cirenaica. Ma la stessa definizione vale, senza cambiare una virgola, per i rivoluzionari che hanno cacciato l’Isis dalla Siria del Nord. L’Isis è sempre quello degli attentati a Nizza, Parigi, Bruxelles: sembra scontato, ma qualcuno deve avere la memoria corta.

Una Liberazione a cui, però, invece del piano Marshall gli stati occidentali hanno riservato uno spudorato tradimento, con l’abbandono del campo e il via libera all’aggressione da parte di Erdogan e delle milizie jihadiste sue alleate: gli stessi, in molti casi, che sparavano sotto i vessilli del califfato. I motivi per cui gli stati non possono dire di no ad Ankara non sono certo un segreto, né quelli energetici (gasdotti e oleodotti), né quelli strategici (il controllo della Libia) né quelli demografici (i milioni di migranti trattenuti sul territorio turco, che se ripartissero riaprirebbero la rotta balcanica).

Ai combattenti delle unità di protezione della Siria del Nord il Comune non dedica strade, né parchetti, neanche un’aiuola. Chi come noi vive ogni giorno la Cirenaica ha pensato che tra gli altri partigiani meritasse posto nel rione anche Orso, Lorenzo Orsetti, caduto il 18 marzo mentre avanzava verso l’ultima sacca di territorio in mano a Isis. A novembre abbiamo apposto una targa in un’area verde senza intitolazione in fondo a via Sante Vincenzi. Il Comune, evidentemente disinteressato a tutto ciò, ha rimosso la targa e dato diversa intitolazione al giardino. La Cirenaica Antifascista saprà presto rimettere le cose a posto.

Vag61 – Spazio libero autogestito

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