”Boicottiamo le imprese bolognesi che fanno affari con la Turchia!”

ROMPIAMO L’ISOLAMENTO: È IL SILENZIO CHE UCCIDE

Inchiesta realizzata e diffusa in occasione del presidio organizzato da numerose realtà cittadine nell’ambito della due giorni di azione nazionale (11-12 maggio) lanciata da Rete Jin, Uiki onlus, Retekurdistan ed ex-combattenti Ypg/Ypj per mobilitarsi al fianco dei/delle 7.000 in sciopero della fame nelle carceri in Turchia, per rompere l’isolamento di Abdullah Ocalan e del popolo curdo!

“In questo momento nelle carceri della Turchia e non solo è in corso uno sciopero della fame di massa che coinvolge circa 7000 persone. E’ uno sciopero della fame a tempo indeterminato, in otto, per protesta, hanno già posto fine alla loro vita; sette di loro erano in carcere. Questa forma di lotta estrema viene attuata per richiedere la fine dell’isolamento di Abdullah Öcalan, il leader kurdo che dal 1999 in isolamento sull’isola di İmralı, nel Mar di Marmara. Questo isolamento è una tortura, una violazione dei diritti umani e delle leggi internazionali e nazionali” (…) “Iniziamo a pubblicare l’elenco delle aziende che operano sul territorio bolognese e che svolgono attività economiche, commerciali e produttive in Turchia. Se continuerà a persistere questo muro di indifferenza intorno alle scelte gravissime del regime turco metteremo in campo campagne di vero e proprio boicottaggio. Inoltre, chiediamo alle rappresentanze sindacali aziendali di queste grandi aziende e ai sindacati di categoria di prendere posizione, anche la loro remissività su questa vicenda non è accettabile”.

> Scarica, leggi e diffondi l’ichiesta completa: pdf

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