VENERDì 17 – SABATO 18 – DOMENICA 19 APRILE’026

𝐷𝑖 𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑣𝑎𝑛𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑖𝑛 𝐸𝑢𝑟𝑜𝑝𝑎 𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜, 𝑙’𝑎𝑛𝑡𝑖𝑓𝑎𝑠𝑐𝑖𝑠𝑚𝑜 𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜: 𝑛𝑒𝑖 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖, 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑖𝑎𝑧𝑧𝑒, 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎. 𝑉𝑖 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜!
Rigenerare la Resistenza
Il fascismo del presente non ha bisogno della camicia nera. Gli bastano algoritmi, frontiere automatizzate, decreti che restringono lo spazio democratico con la stessa logica delle leggi fascistissime. È ora un fascismo molecolare, diffuso, insinuato nei dispositivi di controllo, nelle retoriche securitarie e nelle economie estrattive che trasformano vite in scarti. Eppure la storia ci insegna che la Resistenza non fu mai un blocco monolitico. Fu un arcipelago di esperienze e di soggettività molto eterogenee tra di loro: donne e uomini che ruppero ruoli secolari, contadini che trasformarono le loro case in basi partigiane, operaie e operai che scioperarono sotto i cannoni e boicottarono le produzioni di guerra. Un laboratorio di differenze tenute insieme non dall’accordo politicista, ma dalla pratica comune. Rigenerarla oggi non significa crogiolarsi nella memoria. Significa riattivarne le voci. La geopolitica contemporanea è un mosaico di contraddizioni che non permette letture semplici. C’è la Palestina, dove molte organizzazioni internazionali, attivisti/e e osservatori parlano apertamente di genocidio, mentre la comunità globale vacilla tra impotenza e complicità; l’Iran, che reprime con brutalità chi osa immaginare un’altra vita, ma che non ha bisogno di “esportatori di democrazia”; le prigioni e le milizie dell’ICE negli Stati Uniti, rafforzate negli anni di Trump. C’è il Rojava che continua a difendere la propria rivoluzione femminista e confederale sotto l’attacco costante di potenze regionali; il Venezuela che resiste a un assedio economico che ha la forma di una guerra non dichiarata e l’Ucraina, divenuta terreno di scontro tra potenze. Antifascismo, oggi, vuol dire interazione e costruzione di legami di reciprocità. Non un fronte unico, ma una trama: di alleanze transnazionali, di spazi autonomi, di culture critiche, di solidarietà concreta. Come quella che si pratica ogni giorno in luoghi “altri” e negli spazi autogestiti, non per celebrare il passato, ma per ricordarci del futuro. Gramsci chiamava mostri tutte quelle cose che nascevano nell’interregno, «quando il vecchio muore e il nuovo non può nascere». Oggi i mostri li vediamo bene: nelle frontiere che uccidono, nei governi che reprimono, nelle economie che sacrificano vite per profitti. Ma nell’interregno vediamo bene anche le rivoluzioni lente, le comunità che tengono, le forme di vita che non si piegano. La resistenza è stata, è, e sempre sarà, un gesto collettivo.
PROGRAMMA
17 APRILE 2026
Alle 18:30 | S’È DESTRA – introduzione con Valerio Renzi (giornalista)
Ad aprire l’Antifa Fest, Valerio Renzi introduce la giornata a partire dal contesto che la rende necessaria: l’avanzata della destra in Italia, in Europa e nel quadro geopolitico globale, le sue radici, le sue reti internazionali e le sue politiche. Negli ultimi decenni la destra radicale ha smesso di essere un fenomeno marginale: governa stati, orienta agende, ridefinisce il senso comune. In Italia in Ungheria, in Argentina e negli Stati Uniti, forze che fino a poco tempo fa si collocavano ai margini del sistema politico hanno conquistato il centro della scena. Renzi offre una bussola per orientarsi in questo paesaggio, un inquadramento che dà senso agli incontri, alle storie e alle musiche che seguiranno: perché parlare di antifascismo oggi, e perché farlo insieme.
Alle 19:30 | INTERNAZIONALE NERA E RESISTENZE DEI POPOLI OPPRESSI – talk, modera Vag61
Le destre radicali e neofasciste non sono un fenomeno locale o spontaneo: si organizzano su scala globale, condividono agende politiche, finanziamenti, immaginari e alleanze strategiche che attraversano i confini nazionali. Dietro le differenze di superficie, il sovranismo europeo, il trumpismo americano, i nazionalismi dell’America latina e del sud del mondo, esiste una trama comune: il rifiuto della democrazia, i profitti capitalisti no matter what, la criminalizzazione della migrazione, la complicità con regimi autoritari, l’attacco ai diritti delle donne e delle comunità LGBTQ+.
Ma ovunque questa internazionale nera avanza, incontra resistenza. Dai movimenti delle donne in Iran alla lotta dei quartieri popolari romani, dalle università in rivolta alle reti antifasciste europee, i popoli oppressi continuano a organizzarsi, a immaginare alternative e a costruire pratiche di liberazione collettiva.
Il talk esplora questi due movimenti opposti cercando connessioni, strategie e prospettive comuni.Ne discutono Eddi Marcucci (scrittrice e attivista di Quarticciolo Ribelle), Marina Misaghi Nejad (attivista italo-iraniana e antropologa); Matteo Polleri (ricercatore di Filosofia politica e attivista, Parigi); Mattia Tombolini (editore Momo edizioni), e Sandro Mezzadra (Professore di Filosofia politica, Università di Bologna).
A seguire | FREE ALL ANTIFAS / THE TRIALS / LINEAA
Contro la repressione dell’antifascismo militante, uno spazio dedicato alle risposte collettive che il movimento sta costruendo per difendersi.
Il Comitato Antirepressione Milano presenta la campagna Free All Antifas, nata per portare l’attenzione pubblica e costruire solidarietà verso gli antifascisti e antifasciste coinvoltə nel processo di Budapest. In molti paesi la risposta dello stato all’antifascismo passa sempre più attraverso i tribunali e strumenti repressivi: denunce, arresti, processi esemplari pensati per intimidire e smobilitare.
The Trials è un documentario di Marta Massa (regista) che segue il caso di Maja T., giovane antifascista non binaria di origine tedesca attualmente detenutə a Budapest in regime di isolamento. Maja T. è statə estradatə illegalmente dalla Germania per i fatti di Budapest 2023, in occasione del Giorno dell’Onore. Il suo caso ha assunto un rilievo simbolico per l’intero movimento europeo, sollevando questioni cruciali sulla criminalizzazione dell’antifascismo e del dissenso, sulla solidarietà transnazionale e sui limiti della giustizia quando si tratta di reprimere l’attivismo politico.
LineaAA è un cortometraggio prodotto dal Laboratorio Antifascismi, realizzato dalle studentesse e dagli studenti come atto di narrazione autonoma e collettiva: un tentativo di raccontare l’antifascismo dal basso, con gli strumenti del cinema militante. A cura di SMK Factory.
CENA SOCIALE
La cena sociale è anche un atto politico: un modo per sostenere il progetto e per costruire e (co)spirare in quella comunità che è il presupposto di qualsiasi resistenza collettiva. Ad accompagnare la cena, una degustazione di vini naturali delle aziende agricole Pizzillo Emanuele e Lentamente, realtà che coltivano la terra con rispetto per i cicli naturali e per chi ci lavora.
MUSICA RESISTENTE di ieri e di oggi, con Luciano Forlese e Mars on Pluto
A chiudere la serata, la musica come forma di memoria, di lotta e di immaginazione. L’antifascismo ha sempre avuto una colonna sonora: canti partigiani, ballate di resistenza, inni di movimenti che attraversano decenni e continenti. Ma la musica resistente non è solo patrimonio del passato, si reinventa, si contamina, si fa contemporanea reinventando assieme la propria voce.
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18 APRILE 2026
Alle 11:00 | LE CICATRICI DEL PETROLIO – Talk
Dopo decenni segnati da violazioni dei diritti umani e disastri di ogni genere, le ferite lasciate dallo sfruttamento petrolifero sono ovunque nella regione del Delta del Niger, nel sud della Nigeria: nel gas bruciato nell’aria, nelle terre e acque contaminate, nei conflitti e le divisioni, nell’aspettativa di vita sempre più bassa e nella povertà rimasta lì dove doveva esserci sviluppo. È il lascito di oltre 60 anni di operazioni di alcune delle più grandi multinazionali degli idrocarburi al mondo, su tutte l’italiana Eni (e l’Agip prima di lei) e la britannica Shell. Recentemente queste oil major hanno venduto i propri impianti nel Delta del Niger, per poi spostarsi a sfruttare le più fruttuose licenze in mare aperte. Di fatto hanno lasciato alle imprese locali e al governo nigeriano la responsabilità per le bonifiche e le riparazioni per le comunità impattate dai continui sversamenti.
Interverranno Lorenzo Bagnoli di IrpiMedia e Antonio Tricarico di ReCommon, modera Bologna for Climate Justice
Alle 13:30 | PRANZO SOCIALE con degustazione di vini naturali
Alle 15:00 | FASCISTIZZAZIONE DELLA SOCIETà, SGUARDI FEMMINISTI, Tavola rotonda
Le nostre vite si stanno fascistizzando? In che modo la riproduzione sociale, il disciplinamento dei corpi, i dispositivi di controllo cambiano e si modificano negli attuali regimi di destra? Crediamo che le posture transfemministe e l’analisi situata siano strumenti fondamentali per interrogarci su queste questioni. Vag61 dialoga con Anna Curcio (politologa femminista), Sara J Farris (Docente di Sociologia e Gender Studies, Goldsmiths-Bologna) e Tatiana Montella (avvocata femminista), per discutere e riflettere a partire da prospettive diverse, che mettano in luce i dispositivi giuridici, le trasformazioni dell’economia politica e le catture capitalistiche delle rotture femministe, cercando di immaginare così nuove pratiche di lotta.
Alle 17:00 | (R)ESISTERE: Per una Palestina Libera, Talk
Il colonialismo d’insediamento praticato dallo Stato di Israele in Palestina rappresenta una delle manifestazioni più persistenti e brutali dei sistemi di oppressione fascisti. Questo panel si propone di indagarne due aspetti: da una parte, le strategie sistematiche di espulsione e cancellazione messe in atto dalla potenza occupante; dall’altra, l’evoluzione di una resistenza che si rigenera e muta costantemente per sopravvivere a un sistema internazionale che supporta le violazioni dei diritti umani con crescente impunità.
Mediterranea Bologna dialogherà con chi si confronta ogni giorno l’occupazione, tra cui il movimento palestinese Youth of Sumud e la rete anti-occupazione israeliana Ta’yush, e con la ricercatrice Federica Stagni.
Analizzando le attuali pratiche di lotta quotidiana, interrogheremo le nostre stesse responsabilità: come possiamo noi, dall’esterno, smettere di essere complici dell’occupazione e sostenere attivamente la resistenza palestinese?
CENA SOCIALE con degustazione di vini naturali
Alle 21:00 | VITTORIO ARRIGONI A GAZA, di e con 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗹𝘂𝗰𝗮 𝗙𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮, musica dal vivo con 𝗘𝗺𝗮𝗻𝘂𝗲𝗹𝗲 𝗖𝗮𝗽𝗽𝗮
“Restiamo umani”. Chiude così Vittorio Arrigoni, Vik per gli amici, assassinato nella notte del 15 aprile 2011 a soli 36 anni, le pagine del suo diario “Piombo Fuso” in cui racconta in prima persona l’assedio di guerra che l’esercito israeliano ha operato ai danni della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009. Restiamo umani è l’urlo più forte e necessario che oggi possa essere pronunciato di fronte a tutte le guerre che imperversano nel mondo, all’esodo dei richiedenti asilo e alla deriva estremista che dilaga crescente in ogni dove. La storia di Vittorio Arrigoni viene ripercorsa nella sua umanità, nei viaggi, nel desiderio di dedicarsi alla difesa dei diritti umani.
All’estro narrativo ed ai disegni di Gianluca Foglia “Fogliazza” si aggiungono le composizioni musicali originali dell’autore Emanuele Cappa (eseguite dal vivo con l’oud e la chitarra). “Vittorio – Restiamo Umani” è una narrazione di teatro civile, è un messaggio che invoca pace, subito, ovunque vi siano “palestine” nel mondo, ovunque l’odio infiammi la violenza.
Alle 22:30 | Concerti: 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗼𝘂𝗿 𝗗𝗶𝗿𝗲𝗰𝘁 (rap, Marsiglia) e 𝗠𝗼𝗱𝗲𝗿 (rap/cantautore, Ravenna)
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19 APRILE 2026
Alle 11:00 | INSEGNARE A TRASGREDIRE: PRATICHE DI RESISTENZA A SCUOLA, Talk, modera Doposcuola Solidale Vag61
La scuola pubblica è sotto attacco. Il governo Meloni, attraverso politiche securitarie e tagli strutturarali, mira a distruggerla.
Il contesto mondiale non aiuta. La guerra è entrata nella scuola in maniera sottile: lo vediamo nelle nuove indicazioni nazionali del ministro Valditara.
Ma di guerra e di genocidio in Palestina a scuola è difficile parlare; anzi, se se ne parla, si rischiano sanzioni disciplinari. È una svolta securitaria per certi versi inedita, come mostra ad esempio il DDL Gasparri. L* student* si ritrovano in un modello di scuola che vede nei metal detector la soluzione a problemi ben più complessi e difficilmente trovano un margine per la libertà e l’azione politica.
Oggi come ieri sono necessarie pratiche di resistenza per difendere la scuola democratica. Ne parliamo con: Giuseppe Curcio (Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università), Veronica Vicinelli (Docenti per Gaza), Student3 medi Cas, Delegazione Istituto Mattei
Alle 13:30 | PRANZO SOCIALE con degustazione di vini naturali
Matinée musicale con ANAFEM (transfem militant rap)
Alle 15:00 | REMIGRAZIONE: INFRASTRUTTURA DEI NUOVI FASCISMI, Talk, modera Mediterranea Bologna
Remigrazione non è un concetto astratto, il rigurgito di un’ideologia suprematista ormai relegata al passato; rappresenta a tutti gli effetti un programma politico attorno al quale i partiti ed i movimenti di estrema destra, in Europa e non solo, stanno accrescendo il loro consenso. Ciò non viene dal nulla, da anni siamo espostə ad una narrazione intrisa di odio e razzismo, che ha finito per normalizzare discorsi finora inaccettabili, pronunciati senza più alcuna reticenza.
Il pensiero alla base della remigrazione è sorretto e si alimenta di politiche securitarie e criminalizzanti nei confronti delle persone in movimento e delle soggettività razzializzate; politiche che trovano in un sistema socio-economico escludente la loro stessa ragione di esistere. Attraverso lo sguardo di Elia Rosati (storico, Università Statale di Milano) proveremo a dare una chiave di lettura del presente. Insieme a Stella Arena (avvocata, Asgi), analizzeremo le frontiere di oggi, quelle esterne così come quelle interne alle nostre città, linee del colore e di classe, che impongono una gerarchia alla mobilità umana. Attraverso i contributi di Arci Porco Rosso e Lam Magok (Refugees in Lybia), smonteremo la narrazione mainstream che si nutre di etichette, a partire da quella di “scafista”, senza mai per davvero denunciare l’assenza di canali legali e sicuri di ingresso in Europa e le complicità dell’Italia nei suoi rapporti con Paesi come la Libia. Ma soprattutto, condivideremo pratiche di resistenza dal basso e rifletteremo insieme su qual è il contributo che può dare la società civile tutta.
Alle 18:00 | STOMACO: RACCONTO TRA PALCO E LIBRO, DAL G8 DI GENOVA A OGGI, performance teatrale a cura di Giorgia Mazzuccato (attrice e autrice transfemminista)
Questa performance multiforme, tra monologhi tratti dallo spettacolo “Stomaco” e la lettura di alcuni passaggi dell’omonimo libro, coinvolge il pubblico in un racconto che parte dal trauma collettivo del G8 di Genova 2001 per provare a restituire una mappa storica e sociale nella quale orientarsi oggi.
Gaslighting istituzionale, repressione politica del dissenso, colonialismo imperante, piazze in lotta, questa performance ci ricorda che quello che viviamo oggi ha radici passate e ora è nostra responsabilità prendere posizione ed esporci.
Nella seconda parte dell’evento, al termine della parte più “scenica”, si costruirà una riflessione a partire dai temi trattati anche durante le giornate del festival aprendo il dialogo con il pubblico presente
A seguire: conclusioni
