Una comunità insorgente – Casa, reddito, diritti per tutte/i

MERCOLEDI’ 5/10 h19,30 @ VIA ZAMBONI 38: ASSEMBLEA [leggi su Zic]
VENERDI’ 14/10 h17,30 @ VAG61: INFORMIAMO IL QUARTIERE [foto]
SABATO 22/10 h15 @ P.ZZA XX SETTEMBRE: CORTEO [su Zic: 12345]

Da quel 9 luglio 2021, il giorno dell’arrivo delle ormai famose email di licenziamento, questa è la terza volta che le operaie e gli operai della Gkn hanno chiamato e organizzato una piazza unica, per un’unica lotta, indivisa per tutte le vertenze: per i lavoratori e per le lavoratrici, per chi subisce quotidianamente la precarietà, per i senza lavoro, per i movimenti ambientalisti. Anche questa volta hanno riproposto con determinazione la saldatura tra la questione sociale e quella ambientale, mettendo tutte e tutti davanti a un’equazione, non semplice, che tiene insieme radicalità e unità: per insorgere è necessario convergere, ma non è possibile convergere senza insorgere.

Le operaie e gli operai della Gkn in questo anno e mezzo non solo si sono battuti per la reindustrializzazione della loro fabbrica (un processo incerto e lungo, disseminato da tanti tentativi di logoramento), non solo non hanno smobilitato il loro presidio, ma, con la parola d’ordine “insorgiamo”, hanno dato vita a una vertenza collettiva che abbraccia il tema della lavoro e della crisi industriali, la questione all’ambiente e dei cambiamenti climatici, dichiarando in modo netto un “no alla guerra”, senza ambiguità.

La loro è stata una rivendicazione di diritti per tutta la società, che ha rimesso al centro le condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici, che ha fatto da cassa di risonanza ai tanti obiettivi e alle rivendicazioni di quel mondo solidale che in questi mesi hanno incontrato, fatto di realtà di movimento, sindacati non concertativi, associazioni, collettivi e organizzazioni dal basso.

Nel loro percorso di lotta per sconfiggere i processi di delocalizzazione, hanno affrontato senza titubanze la questione salariale, la riduzione d’orario a parità di salario, il carovita e i maxi aumenti delle bollette, l’abolizione del precariato, la rivendicazione di un polo pubblico per la mobilità sostenibile.

Dopo “l’insorgiamo tour” e le manifestazioni di Firenze, il collettivo di fabbrica Gkn oggi rilancia la convergenza come metodo conflittuale per inaugurare un autunno auspicabilmente “caldo”.

Chi in questi mesi ha seguito la loro lotta ha visto una comunità insorgere, solidarizzare e autorganizzarsi. Il corpo sociale della fabbrica ha fatto vedere la sua capacità di autogestirsi, ha dimostrato l’inutilità delle gerarchie e come la liberazione da questi vincoli abbia reso più vivi i rapporti tra i lavoratori. Spesso si sono visti studenti in fabbrica e picchetti operai di fronte alle scuole. Tutto è confluito in un mare di solidarietà che non ha lasciato abbandonati a loro stesse/i le operaie e gli operai della Gkn, ma ha tolto dalla “solitudine politica e sociale” anche tante realtà collettive e tante persone che ci si erano ritrovate loro malgrado.

Con una pratica politica e sociale che da tanti anni non si vedeva le operaie e gli operai della Gkn hanno dimostrato che la convergenza non è un maldestro tentativo di unire, ma è un esperimento che tiene conto delle differenze e lavora per farle confluire su una strada comune; per contrastare un sistema di sfruttamento che si basa sull’interconnessione e che, come una piovra, dirama i suoi tentacoli su ogni ambito dell’agire umano.

Per la manifestazione di Bologna del 22 ottobre, il fulcro della convergenza sarà il cosiddetto “Passante di mezzo”, cioè l’allargamento del sistema tangenziale-autostrada molto vicino ai centri abitati e che vedrà per quattro anni molte zone popolari stravolte dai cantieri.

Si tratta di un’opera simbolo dell’insensatezza del sistema economico e politico, aggravata dall’emergenza climatica ed ecologica che stiamo vivendo. Un’opera che è l’emblema del sistema tossico che ci ha portato sull’orlo all’attuale collasso ambientale, che dimostra tutta la noncuranza dei grandi interessi, che speculano sulle vite di tutti.

Oltre a questo, il 22 ottobre è l’occasione per denunciare come la “trasformazione turistica” della nostra città avvenuta in questi anni abbia prodotto una vera e propria privatizzazione e invasione commerciale delle strade e delle piazze del centro storico: un’economia quella turistico/commerciale basata sul supersruttamento e i bassissimi salari per una mano d’opera iperprecarizzata.

In più questa “vocazione turistica” ha prodotto una vera e propria razzia di 4/5000 alloggi privati un tempo destinati all’affitto a favore di bed & breakfast e Airbnb. Se già nei decenni passati la speculazione immobiliare e gli affitti in nero erano erano il tipo di accoglienza che la città universitaria riservava agli studenti fuori sede, questo cambiamento più recente ha prodotto l’impossibilità di trovare una camera o un posto letto per giovani lavoratori, universitari, lavoratori migranti, se non a prezzi che si mangiano più della metà di un salario da lavoro dipendente. Con la completa sottomissione dell’amministrazione comunale alle “esigenze del mercato”.

In questi ultimi due anni, durante tutta la pandemia, governi di vari colori e di larghe intese, con l’apporto servile dell’informazione mainstream, ci hanno ripetuto fino allo sfinimento che sarebbe andato tutto bene.

No, non è andato tutto bene, anzi… Lo abbiamo visto in modo chiaro con gli extraprofitti delle compagnie energetiche per le utenze di luce e gas.

Se la ricerca del massimo profitto e l’ingordigia del capitale avranno sempre la precedenza sui diritti e sul futuro di questo pianeta, se gli attuali rapporti di forza rimarranno intoccati, le cose andranno sempre peggio.

Dopo quello che abbiamo vissuto in questi tempi bui, consapevoli che di governi amici non ne abbiamo mai avuti e forse non ne avremo mai, non abbiamo più voglia (men che meno dopo il 25 settembre) di rimanere in casa, in solitudine, a piangerci addosso.

Torniamo a riempire le strade di Bologna, come hanno fatto le donne e le ragazze con “Non una di meno” lo scorso 28 settembre.

Il prossimo 22 ottobre ubrichiamoci di dignità, insorgiamo con la testuggine delle operaie e degli operai della Gkn, sprigioniamo la potenza di quelli che nella società stanno in basso, inondiamo la città con un mare di solidarietà, facciamo di Bologna un’urbe ribelle e mai doma.

– Mercoledì 5/10 alle 19,30 @ via Zamboni 38 – Convergere per insorgere: assemblea regionale verso la manifestazione del 22/10 [leggi su Zic]

– Venerdì 14/10 alle 17,30 @ Vag61 (via Paolo Fabbri 110) verso le strade ribelli della Cirenaica: informazione in quartiere [foto]

– Sabato 22/10 alle 15 @ piazza XX Settembre – Manifestazione: “Convergere per insorgere!” [appello e info]

Vag61 – Spazio libero autogestito

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