Solidarietà ai compagni colpiti dall’obbligo di firma!

Ricordiamo bene il 7 novembre 2020, quando scendemmo in piazza con precarie e precari, studentesse e studenti per reclamare salute, reddito e dignità a fronte del secondo lockdown. Una piazza costruita a partire dalla condizione dei riders, sottopostə all’arroganza padronale delle piattaforme del food delivery e che continuavano a vedere non riconosciuti i diritti basilari di un lavoro subordinato. E questo pur venendo investiti dalla politica e dalla società della responsabilità di essere considerati “lavoratori essenziali”, nel meccanismo di chiusura di molte attività produttive determinata dall’epidemia di covid-19.

Ricordiamo bene le cariche violente e la rincorsa al manifestante di cui si fece protagonista la Questura in risposta alla legittima richiesta di non pagare la crisi e di vedere riconosciuti i diritti di lavoratrici e lavoratori, precarie e precari, studentesse e studenti colpitə dalla pandemia anche nelle proprie tasche. Quella richiesta “Dovete darci il denaro, paghino i ricchi” fu portata anche davanti alle vetrine scintillanti della galleria Cavour, simbolo di un capitalismo che invece non paga niente ma sfrutta ogni giorno.

Ora l’obbligo di firma verso due attivisti è solo segno di una inutile rappresaglia per avere turbato un pomeriggio di quella parte di città che le crisi le fa pagare alle precarie e ai precari.

Con i riders in lotta, non per noi ma per tuttə!

Vag61 – Spazio libero autogestito


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