The Milky Way. Il cinema non si salva da solo.

OpenDDB – Distribuzioni dal basso pubblica una nota del regista di The Milky Way, Luigi D’Alife, e una lunga riflessione del collettivo Smk Factory a partire dall’attualità dalla frase che ha accompagnato l’uscita del film “Nessuno si salva da solo”: la precarietà di vita ai tempi della pandemia, la crisi dell’idea di confine, la solidarietà e la comunità, la rincorsa al profitto a dispetto delle vite umane. E infine un aggiornamento sulla situazione del film.

OpenDDB: È il tardo pomeriggio del 7 Marzo. Il treno proveniente da Bologna fa il suo ingresso nella stazione di Torino, nel vagone ci sono solo io. Si aprono le porte, scendo. Siamo in tutto una decina di persone a uscire dalle porte del treno e ad avviarsi verso l’uscita, la stazione è deserta e mi sembra di intuire che sarebbe cambiato tutto. Era già cambiato tutto.

Questa storia potrebbe iniziare in tanti modi, in diversi luoghi e differenti momenti. Ma forse ha senso iniziarla così, dal ritorno a casa dopo l’ultima proiezione, con la consapevolezza che sarebbe stata davvero l’ultima, almeno per un po’.Il tour era iniziato alla grande. Le anteprime di Bologna, Brescia e Torino avevano ufficialmente sancito l’uscita in sala di “The Milky Way – Nessuno si salva da solo”, il nono film di SMK Factory, il mio secondo lungometraggio. Eravamo entusiasti, felici. Ci dicevamo che non sarebbe stato facile dimenticare quei giorni; cinque spettacoli (tutti sold-out), più di 1100 spettatori, un’accoglienza fantastica. Non potevamo davvero immaginare un inizio migliore e d’altronde avevamo lavorato duramente proprio per quello (…)

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