Gli invisibili dei centri di accoglienza per migranti ai tempi del Coronavirus

È online un nuovo speciale di Zeroincondotta con altre testimonianze raccolte da contesti ad alto rischio di emarginazione, come i centri di accoglienza per migranti, ai tempi del coronavirus.

Zeroincondotta: La dimenticanza nei confronti degli ultimi, dei più deboli socialmente, è sempre stata una delle tante “normalità” che sarebbe meglio non ritrovarsi quando questa storia del Coronavirus sarà finita. Ma è qualcosa di spaventoso essere stati per diverse settimane senza indicazioni del governo e, a cascata, di tutti gli enti che ne discendono, sulle strutture per i migranti e i richiedenti asilo. Gli operatori che lavorano ai Cas oppure nelle strutture più piccole o negli appartamenti del servizio Sprar/Siproim hanno più volte denunciato che una circolare ministeriale che spiegasse come rendere compatibili i principi del diritto d’asilo con le disposizioni di sicurezza per la pandemia non si fosse mai vista: «Di fatto si sono scordati di migliaia di persone, migranti, richiedenti asilo e operatori. E non hanno nemmeno cominciato a pensare a cosa si produrrà fra un po’ di tempo per effetto dell’eliminazione della protezione umanitaria, prevista dai provvedimenti di Salvini sulla sicurezza…Forse si sono scordati che quelle norme sono ancora in vigore… Anche in questo caso, le persone che verranno colpite non sono considerate dai decreti per l’emergenza Covid-19».

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