Il caso 7 aprile // La sala del fondo dedicata a Egidio Monferdin

In ricordo di Egidio Monferdin

Nell’archivio del Centro di documentazione il “Fondo 7 aprile” è una delle parti più importanti. Si tratta di più di cento faldoni contenenti copie del materiale giudiziario (interrogatori, indagini, atti processuali, documenti sequestrati), sottoposti in questi anni a una meticolosa catalogazione, per renderli disponibili alla consultazione. A quarant’anni del 7 aprile 1979 il Centro di documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani” ha deciso di dedicare la sala in cui sono custoditi i materiali del fondo a Egidio Monferdin, uno dei compagni incarcerati per quella maxi-inchiesta, scomparso qualche anno fa, molto conosciuto a Bologna, per la sua militanza attiva nelle fila del movimento, nelle lotte dei migranti e nelle attività degli spazi sociali, in primo luogo all’Xm24.

* * * * * * * * * *

IL CASO 7 APRILE

Gli arresti e i mandati di cattura
Il 7 Aprile 1979 reparti della Digos, dei Carabinieri e della Polizia, su mandato dei magistrati padovani Calogero e Fais, effettuarono decine di arresti, in diverse città italiane, coinvolgendo gli esponenti più noti dell’Area dell’Autonomia Operaia ed ex militanti di Potere Operaio. Stampa e tv diedero notizia della maxi-retata affermando che era stato portato in galera il presunto vertice delle Brigate Rosse. Furono arrestati: Antonio Negri (a Milano); Oreste Scalzone, Emilio Vesce, Lauso Zagato (a Roma); Ivo Galimberti, Luciano Ferrari Bravo, Carmela Di Rocco, Giuseppe Nicotri, Paolo Benvegnù, Alisa Del Re, Sandro Serafini, Massimo Tramonti (a Padova); Mario Dalmaviva (a Torino); Guido Bianchini (a Ferrara); Marzio Sturaro (a Rovigo). Riuscirono a sfuggire alla retata: Franco Piperno, Pietro Despali, Roberto Ferrari, Giambattista Marongiu, Gianfranco Pancino, Nanni Balestrini e Gianni Boeto.

I capi di imputazione formulati dal PM Calogero
Dodici degli imputati furono incriminati “per aver… organizzato e diretto un’associazione denominata ‘Brigate Rosse’… al fine di promuovere l’insurrezione armata contro i poteri dello Stato e mutare violentemente la Costituzione e le forme di governo sia mediante propaganda di azioni armate contro persone e cose, sia mediante la predisposizione e la messa in opera di rapimenti e sequestri di persona, omicidi e ferimenti e danneggiamenti, di attentati contro istituzioni pubbliche e private”. Tutti gli imputati, per avere organizzato e diretto “Potere Operaio” e “Autonomia Operaia” al fine “di sovvertire violentemente gli ordinamenti costituiti dello Stato sia mediante la propaganda e l’incitamento alla pratica cosiddetta dell’illegalità di massa di varie forme di violenza e di lotta armata, espropri e perquisizioni proletarie, incendi e danneggiamenti ai beni pubblici e privati, rapimenti e sequestri di persona, pestaggi e ferimenti, attentati a carceri, caserme, sedi di partito, associazioni e cosiddetti ‘covi di lavoro nero’ sia mediante l’addestramento all’uso delle armi, munizioni, esplosivi, ordigni incendiari e, infine, mediante il ricorso ad atti di illegalità, di violenza e di attacco armato contro taluni degli obbiettivi sopra precisati”.

I sufficienti indizi di colpevolezza
A sostegno di queste imputazioni, sempre secondo il PM Calogero esistevano: “sufficienti indizi di colpevolezza, desumibili: 1) dalla copiosa documentazione sequestrata o acquisita soprattutto nelle parti in cui esalta e si programma la lotta armata, si annunciano e si rivendicano atti di violenza o attentati terroristicii, si predispongono mezzi e organizzazioni di tipo paramilitare, si promuove e si incita alla insurrezione armata contro lo Stato; 2) dalle riviste Rosso e Controinformazione, e di altri numerosi giornali e opuscoli, volantini e scritti di evidente contenuto sovversivo; 3) dalle testimonianze assunte e dalle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria comprovanti sia la natura, le modalità e i mezzi dell’attività criminosa svolta da ciascun imputato, sia rapporti associativi intercorrenti tra l’uno e l’altro e il comune disegno antigiuridico, sia infine la loro consumata e attuale partecipazione in qualità di dirigenti e organizzatori ad associazioni delittuose meglio configurate nei capi di imputazione”.

La fake news delle fake news
Tra i capi d’imputazione più rilevanti ed eclatanti nei confronti di Toni Negri ci fu quello di essere stato telefonista delle BR durante il sequestro Moro. Altri arresti si ebbero nei restanti mesi del 1979, da giugno a dicembre, e ancora nel 1980. In tutto, agli imputati furono comminati quasi 300 anni di carcerazione preventiva. Il processo, per via dell’interferenza con le inchieste sulle BR, fu in parte trasferito a Roma. Le accuse di Calogero, pur accolte nel processo romano di primo grado del 1984, caddero quasi del tutto nell’appello del 1987: ne rimasero, argomentati sulla base di fattispecie assai dubbie. Nel troncone padovano il processo di primo grado portò direttamente all’assoluzione di tutti gli imputati il 30 gennaio del 1986 (quasi sette anni dopo gli arresti): tra gli assolti vi furono anche i coimputati di Pietro Greco (detto Pedro), che nel frattempo il 9 marzo 1985, da latitante, era stato ucciso a Trieste da agenti della Digos e del Sisde. Il crollo del cosiddetto “teorema Calogero” fu ulteriormente e definitivamente sancito dalla sentenza d’appello presso la Corte di Venezia nel marzo 1988. Crollò l’impianto stesso dell’inchiesta; venne dimostrato come Negri, Piperno, Scalzone e gli altri del 7 aprile, con le Brigate Rosse, non avessero nulla a che spartire, e nonostante le accuse si rilevassero infondate molti imputati restarono in carcere fino al 1985. Il teorema Calogero è rimasta la più impressionante montatura mediatico-giudiziaria dell’Italia repubblicana.

La gogna mediatica
Tra le caratteristiche del 7 aprile vi fu – cosa relativamente nuova per l’epoca – la gogna mediatica: i giornali non si risparmiarono titoli cubitali del tipo “Scoperti ed arrestati gli assassini di Moro”, e sopirono d’un balzo l’eco del delitto Pecorelli di qualche settimana prima; pochissimi furono coloro che rimasero lucidi, tra loro alcuni giornalisti del Manifesto e, nella stampa ufficiale, il solo Giorgio Bocca. Di fatto l’arresto dei compagni il 7 aprile 1979 fu il primo atto di una persecuzione giudiziaria e di un linciaggio mediatico che non aveva precedenti nella storia d’Italia dal 1945 ad allora e non ha avuto eguali negli anni successivi. A partire da quell’inchiesta e dal suo teorema accusatorio, il sistema della giustizia nel nostro paese è diventato un laboratorio in cui l’eccezione si è fatta regola permanente. La giurisdizione speciale è diventata un corposo arsenale pieno di eccezioni procedurali, criteri premiali e differenziali. Dove le pene sono state raddoppiate ed è stato esteso a a man bassa l’uso del concorso morale. Dove la custodia preventiva è stata moltiplicata e l’onere della prova è stato capovolto, elevando la parola dei pentiti a fondamento delle accuse.

Bibliografia
• Giorgio Bocca, Il caso 7 aprile. Toni Negri e la grande inquisizione, Milano, Feltrinelli, 1980.
• Pasquino Crupi, Processo a mezzo stampa: il 7 aprile, 1982
• IX LEGISLATURA – DISCUSSIONI – SEDUTA DI MARTEDÌ 20 SETTEMBRE 1983.
RESOCONTO STENOGRAFICO (PDF), in Atti Parlamentari, no 12, Roma, Camera dei Deputati, 20 settembre 1983. URL consultato il 25 agosto 2014.
• IX LEGISLATURA – DISCUSSIONI – SEDUTA DI MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 1983.
RESOCONTO STENOGRAFICO (PDF), in Atti Parlamentari, no 13, Roma, Camera dei Deputati, 21 settembre 1983. URL consultato il 25 agosto 2014.
• Marco Pannella, Il caso Toni Negri. Appunti e spunti in riferimento agli articoli di Ferrara, Galante Garrone, Trombadori e altri, Roma, Partito radicale, 1983.
• Toni Negri, Pipe-line: lettere da Rebibbia, Torino, Einaudi, 1983, ISBN 88-06-05576-3
• Toni Negri, Diario di un’evasione. Cremona, 1985, Pizzoni e nel 1986 da M.B.P a Milano
(pubblicato prima in Francia (FR) Italie, rouge et noire: journal, février 1983-novembre 1983, trad. di Yann Moulier Boutang, prefazion di Bernard-Henri Lévy, Parigi, Hachette Livre, ISBN 2-01-010830-2.)
• Anonimo milanese, Due note su Toni Negri, Milano, Varani, 1985.
• Luigi Ferrajoli, Diritto e ragione: teoria del garantismo penale, Laterza, 1989
• Diego Melegari, Il problema scongiurato. Note su Antonio Negri e il «Partito» del general
intellect, Pistoia, CRT, 1998. ISBN 88-87296-38-3
• Maria Rita Prette (a cura di), La mappa perduta, Sensibili alle foglie, Dogliani, 1994/2007
• Paolo Persichetti e Oreste Scalzone, Il nemico inconfessabile. Sovversione sociale, lotta armata e stato di emergenza dagli anni Settanta a oggi, prefazione di Erri De Luca, Odradek, 1999
• Dolores Negrello, A pugno chiuso. Il partito comunista padovano dal biennio rosso alla stagione dei movimenti, FrancoAngeli, 2000, ISBN 978-88-464-2146-3. URL consultato il 13 giugno 2013.
• Aldo Grandi, La generazione degli anni perduti: storie di Potere Operaio, Einaudi 2003
• Aldo Grandi et al., Insurrezione armata. Parlano per la prima volta i protagonisti di Potere Operaio, BUR, 2013
• Dolores Negrello, Il PCI padovano nell’ultimo ‘900: dissensi e antagonismi politici, contributi di Alberto Galeotto, Giuliano Lenci, Vittorio Marangon, 1a ed., FrancoAngeli, 2004, ISBN 88-464-5199-6. URL consultato il 24 ottobre 2013.
• Guido Borio, con Francesca Pozzi e Gigi Roggero (a cura di), Gli operaisti. Autobiografie di cattivi maestri, Roma, DeriveApprodi, 2005. ISBN 88-88738-76-2
• Giovanni Orsina e Gaetano Quagliariello (a cura di), La crisi del sistema politico italiano e il Sessantotto, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005, ISBN 88-498-0693-0.
• Tommaso De Lorenzis, con Valerio Guizzardi e Massimiliano Mita, Avete pagato caro, non avete pagato tutto. La rivista Rosso (1973-1979), Roma, DeriveApprodi, 2008. ISBN 978-88-89969-40-3
• Gilles Deleuze, Due regimi di folli. Testi e interviste 1975-1995, a cura di Deborah Borca,
introduzione di Pier Aldo Rovatti, Torino, Einaudi, 2010 [2003], ISBN 978-88-06-20223-1.
• Sergio Segio, Miccia corta. Una storia di Prima Linea. DeriveApprodi, 2005. ISBN 88-88738-49-5.
• Sergio Segio, Una vita in Prima Linea. Rizzoli, 2006. ISBN 88-17-01177-0.
• Paul Ginsborg, Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi, Einaudi, 2006
• Alexandra Weitz, Andreas Pichler, Toni Negri – L’eterna rivolta, MIR Cinematografica, 2008. URL consultato il 24 agosto 2014.
• AA.VV., tra cui Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna e Wu Ming 1, Il caso Cesare Battisti:
quello che i media non dicono, Roma, DeriveApprodi, 2009. ISBN 978-88-89969-74-8; in origine come Il caso Battisti. L’emergenza infinita e i fantasmi del passato, Rimini, NdA Press, 2004. ISBN 88-89035-03-X
• Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti (a cura di). Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie. Vol. 1.Roma, DeriveApprodi, 2007. ISBN 978-88-89969-01-4
• Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti (a cura di). Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie. Vol. 2. Roma, DeriveApprodi, 2007. ISBN 978-88-89969-35-9, interventi di autori vari tra cui Valerio Evangelisti, Valerio Guizzardi, Nicola Latorre, Daniele Pifano,
• Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti (a cura di). Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie. Vol. 3. Roma, DeriveApprodi, 2008. ISBN 978-88-89969-57-1
• Giovanni De Luna, Le ragioni di un decennio. 1969-1979. Militanza, violenza, sconfitta,
memoria, Milano, Feltrinelli, 2009.
• Giovanni De Luna, La repubblica del dolore. Le memorie di un’Italia divisa, Milano, Feltrinelli, 2011.
• Francesco Cossiga, La versione di K. Sessant’anni di controstoria, con Marco Demarco, Roma, Rai-ERI; Milano, Rizzoli, 2009.
• AA.VV. Processo sette aprile. Padova trent’anni dopo. Voci della «città degna», ilManifesto Libri, 2009
• Silvia Giralucci, L’inferno sono gli altri. Cercando mio padre, vittima delle Br, nella memoria divisa degli anni Settanta. Mondadori, 2011
• Pietro Calogero, Carlo Fumian, Michele Sartori, Terrore rosso. Dall’autonomia al partito armato, Editori Laterza, 2010.
• Giovanni Palombarini, Il processo 7 aprile nei ricordi del giudice istruttore, 2014
• Fabrizio Cicchitto, L’uso politico della giustizia, Mondadori, 2014
• Piero Tony, Io non posso tacere. Un magistrato contro la gogna giudiziaria. Confessioni di un giudice di sinistra, a cura di Claudio Cerasa, Einaudi, 2015

Collegamenti esterni
• Speciale “7 aprile”: il venticinquennale su Carmillaonline, carmillaonline.com.
• Emilio Vesce, Processo “7 aprile”: il prototipo dell’emergenza, 10 gennaio 1987, su Radicali.it, archivio PR
• Il processo “7 aprile” otto anni dopo – Radio Radicale
• Il caso 7 aprile, piazzafontana-processiaperdere.it.
• Luther Blissett Project, Nemici dello Stato. Criminali, “mostri” e leggi speciali nella società di controllo, sezione Dal teorema Calogero al delitto di difesa
• 7 aprile 1979: Processo all’autonomia (a cura di Baruda.net), baruda.net.
• Articoli sul Processo 7 aprile (a cura di Paolo Persichetti), Insorgenze.net

Scheda a cura del Centro di documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani”

This entry was posted in Comunicati, Home. Bookmark the permalink.