Fermento: discussione su “Utopie letali”

VENERDI’ 14 FEBBRAIO’014 alle 20

Per la rassegna “Fermento”, vini e libri non omologati:

– Dalle 20 cena sociale a tema e presentazione di vini dei piccoli produttori indipendenti.

– Alle 21,30 discussione su “Utopie letali” (Jaka Book) con l’autore Carlo Formenti, Valerio Romitelli (Università di Bologna), Franco ‘Bifo’ Berardi e Gigi Roggero (Commonware).

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Utopie letali

Il libro di Carlo Formenti è una dura polemica contro l’idea postmoderna di libertà, è un tentativodi interpretare le quattro grandi sfide del nostro tempo: crisi economica, nuova composizione di classe, organizzazione politica delle lotte, transizione a una società postcapitalista.

Nelle pagine di “Utopie Letali” l’autore si chiede cosa hanno in comune l’ideologia liberal liberista che domina il mondo dagli anni Ottanta del secolo scorso, i movimenti sociali che hanno rimpiazzato le sinistre radicali, i populismi di destra e di sinistra che contendono l’egemonia ai partiti politici, le teorie rivoluzionarie di Toni Negri e David Graeber? Per Formenti, in apparenza si tratta di fenomeni politici eterogenei, se non del tutto incompatibili, ma un esame più attento rivela che presentano molti tratti comuni: danno per scontato il tramonto irreversibile delle ideologie novecentesche; sono radicalmente antistatalisti; valutano positivamente (sia pure per ragioni diverse) i processi di globalizzazione economica, sociale e politica; vedono nel lavoro immateriale l’unico protagonista del futuro; sono più attenti ai diritti individuali che ai diritti collettivi; esaltano il ruolo progressivo, democratizzante e liberatorio delle tecnologie digitali (Internet su tutte); sono convinti che la società si sviluppi obbedendo a logiche spontanee e immanenti.

In una parola: si tratta di altrettante declinazioni di un’unica visione utopica, e cioè di quell’ideologia postmoderna (postindustriale, postfordista, postmateriale, postideologica, postpolitica, ecc.) che concepisce l’inizio nel nuovo millennio come soglia d’ingresso in una novella Belle Époque, regno della libertà e dell’abbondanza, a portata di mano per tutti gli altri.

Per l’autore sono utopie letali che hanno addormentato il nostro spirito critico e indebolito la nostra capacità di leggere, dietro la maschera dorata dell’orgia finanzcapitalista, l’orrore dell’immiserimento di larghe masse popolari in Occidente e del supersfruttamento di centinaia di milioni di nuovi operai nei Paesi in via di sviluppo, che hanno hanno rimosso il conflitto di classe, che ignorano la necessità di organizzarlo politicamente.

Carlo Formenti

E’ nato nel 1947 a Zurigo. Laureato in Scienze politiche, nel 1980 inizia la carriera giornalistica come caporedattore del mensile “Alfabeta”. Nel 1989 entra nella redazione de “l’Europeo” e l’anno successivo si trasferisce al “Corriere della Sera”, con cui tuttora collabora. Dal 2002 al 2012 ha insegnato Teoria e tecnica dei nuovi media presso l’Università di Lecce. Pubblicazioni: La fine del valore d’uso (Feltrinelli 1980); Prometeo e Hermes (Liguori 1988); Piccole apocalissi (Cortina 1991); Incantati dalla Rete (Cortina 2000); Mercanti di futuro (Einaudi 2002); Cybersoviet (Cortina 2008); Felici e sfruttati (Università Bocconi Editore 2011).

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