In scena la compagnia del Tinello: “Eppure il vento soffia ancora…”

In scena la compagnia del Tinello a Vag61 in via Paolo Fabbri 110, preceduto da una parata che attraverserà le strade della Cirenaica per ribadire che “Vag61 non si tocca!”. Alle 18,30 la parata e alle 20,15 la cena “socio-culturale”, poi lo spettacolo del Tinello. Leggi il programma completo.

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Eppure il vento soffia ancora

Venerdì 17 dicembre, a Vag61, via Paolo Fabbri 110

Ore 18,30 Corteo per le vie della Cirenaica contro il “ventilato” sfratto di Vag61 voluto dal Comune commissariato

Ore 20,15 Cena socio-culturale

Ore 21,55 Spettacolo della Compagnia del Tinello

Venghino venghino signore e signori, il primo spettacolo teatral-musicale che ha come prologo un corteo per le strade del quartiere e come titolo una canzone di Pier Angelo Bertoli, che è “primitiva” perché arriva da un’epoca tanto lontana, che è bella perché il carico di ricordi che si porta dietro è fatto delle “cose del tempo”. Una canzone che Bertoli interpretava senza mai perdere la rabbia, perché lui era uno che cantava a “muso duro” e diceva: “Non mi piacerebbe essere apprezzato anche da chi non ha orecchie per sentire il dolore del mondo… E non credo che siano molti ad avere questa sensibilità”.
In questi giorni in cui l’Europa è inondata dalla rivolta giovanile e studentesca, con dei numeri e una rabbia che non si vedevano da anni, ci vengono in mente le parole appropriate scritte da Erri De Luca: “La specie umana non è asservibile ad oltranza. Nessun potere è garantito. La resistenza e l’opposizione, alla fine, scardinano e azzoppano il sistema di comando. Per questo le rivolte sono inestirpabili… Sono le storie del mondo a deciderlo”.

Nell’ultima serata del Tinello del 2010 ci saranno:

– François, chiamato da tutti Ventoso, come il nome del sesto mese del calendario rivoluzionario. La rivoluzione francese modificò anche il nome dei giorni e dei mesi.Che poesia, che bellezza i nomi dei mesi rivoluzionari. Ascoltate: Vendemmiaio, Brumaio, Frimaio, Nevoso, Piovoso, Germile, Fiorile, Pratile, Messidoro, Termidoro, Fruttidoro… e poi il Ventoso.

– Il maestro lunico (senza apostrofo, che è una invenzione terrestre), portato dal vento planetario della luna, di una luna lontana. E’ l’unico maestro del suo paese… era rimasto senza lavoro, era un maestro lunico, esperto in didattica onirica… ma le banche del suo paese sequestrarono i banchi di nebbia delle scuole… fu un esproprio preventivo…

– Il “mezzo/poeta”, che vede la vita come i “due lati della strada”… da una parte ci sono i sentimenti e dall’altra i pensieri…
Il mezzo/poeta ha due teste: una che pensa, l’altra che sente…
Se una delle due menti prende il sopravvento sull’altra allora cominciano i problemi, che possono diventare anche guai.
Per il mezzo/poeta “bisogna volare basso per poter pensare alto… se ci si monta la testa i pensieri vanno a scartamento ridotto…”.

Per tutti questi personaggi il futuro sta nel rugby… che e` una voce del verbo dare.
A ogni allenamento, a ogni partita, a ogni placcaggio, a ogni sostegno, si dà un po` di se stessi. Prima o poi qualcosa tornerà indietro.
Col rugby bisogna avere sempre qualcosa da portare avanti.
Nel rugby si puo` anche perdere, ma non ci si deve mai arrendere.
Col rugby, per ottenere qualcosa, bisogna essere determinati.
Nel rugby correre non vuol dire scappare, ma andare incontro al futuro.
Il potente (la potente) sfonda, il piccolo (la piccola) s’infiltra, l’alto (l’alta) salta, il guizzante (la guizzante) corre.
In una squadra di rugby c’è posto per tutte e tutti… come nella società che vogliamo.

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