Presentazione di “Stradario Hip Hop” e performance di “A sistHETZ”

VENERDI’ 23 OTTOBRE ’020 alle 18,30

> >  > L’audio della presentazione: su Zic.it // Le foto della serata: qui

– ore 19:  performance di “A sistHETZ” – Digital hip hop feminist set

– ore 20,30: presentazione di “Stradario Hip Hop” (edizioni Alegre) con l’autore Nexus (Giuseppe Gatti) e Eka (Wired Monkeys crew)

>>> Per partecipare è necessario prenotare alla mail: infovag61@gmail.com ed è altrettanto importante comunicare il prima possibile eventuali disdette per permettere ad un’altra persona di poter partecipare.

NB: Per tutelare la salute di tutte/i, il numero di accessi sarà limitato. Inoltre chiediamo a chi intende frequentare gli spazi di Vag61 di farlo osservando alcune precauzioni, come l’uso della mascherina, il distanziamento fisico e il rispetto della disposizione della spazio. E’ importante lasciare il proprio nome e recapito, in caso qualcun* risultasse positivo. Se hai sintomi influenzali rimani a casa. Tutte le indicazioni saranno disponibili all’ingresso.

>>> tutti i venerdì dalle 17 alle 19 è attivo il punto di raccolta della spesa sospesa della Colonna Solidale Autogestita. Sostienici e partecipa!

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“Stradario Hip Hop” (edizioni Alegre)

Rap (o MCing), DJing, writing, breaking. Le «quattro discipline» dell’hip-hop, secondo una nomenclatura affermatasi negli anni Ottanta.
Oggi ha ancora senso parlare di hip-hop?
E che cos’è l’hip-hop? Presa di parola emancipatoria delle minoranze meticce o facile viatico per soldi e successo? Indecorose tag sbombolettate sui muri o movimento di controcolonizzazione? Espressione di contestazione nei centri sociali o fenomeno pop mainstream in tv? Immaginario patriarcale e sessista o strumento di lotta femminista? O forse tutto questo insieme?
E se è tutto questo insieme, come si racconta? Che rapporto c’è fra Jovanotti e Afrika Bambaataa, Jay-Z e Vasco, Coca-Cola e Fight the Power, dischi in vinile e dischi volanti, Zulu King e drag queen, pantere nere e tori rossi, Jackie Chan e latin hustle, Andy Warhol e Crazy Legz, Ronald Reagan… e la misteriosa danza psionica messa a punto nelle fogne di New York? C’è da perdersi dopo ogni angolo…
Ma uno stradario serve proprio a questo: a orientarsi.
Guidato da tre maestri Jedi della cultura hip-hop (Danno, Poe One e Phase Two), lo Stradario di Nexus ci conduce nel labirintico mondo della doppia H.
Un’epopea urbana fatta di boulevard storici e avenue filosofiche, incroci mortali, tunnel, sentieri sterrati, strade perdute e vicoli ciechi.
Nei lunghi boulevard si racconta di segregazione razziale, bande di strada e sette urbane degli anni Sessanta e Settanta; delle «quattro discipline» negli anni Ottanta; della liaison fra hip-hop e centri sociali negli anni Novanta; della sublimazione della scena nella cultura urban negli anni Zero; della nostalgia per i bei tempi andati negli anni Dieci, e di scommesse per gli anni Venti. Nelle avenue, invece, si raccontano le potenzialità pedagogiche, politiche, filosofiche ed espressive che musica, danza e arti visuali hip-hop lanciano nel nuovo millennio.
Tre anni di scrittura, quattordici di ricerche, oltre un secolo di storie e rivoluzioni. Insieme saggio, romanzo ed esposizione d’archivio, Stradario hip-hop smonta le narrazioni rap-centriche, politiciste e misogine sull’hip-hop, lanciando nuovi itinerari culturali, transnazionali e gender bender per approcciarsi, come dicevano quei tali, alla «scienza doppia H».
Oltre le Quattro Discipline, una narrazione del Quinto Tipo.

Nexus (Giuseppe Gatti) è regista, performer e arteducatore. Dopo le esperienze internazionali come ballerino di breaking ha fondato e dirige la compagnia Garofoli/Nexus. È docente di storia e filosofia hip-hop presso la Urban Dance Academy e del laboratorio di arti digitali presso il Dams di Roma Tre.

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A sistHETZ

A_sistHERTZ_digital hip hop feminist set.
A_sistHERTZ è un esperimento nuovo, in scena la prima volta al VAG61. Nasce dalla voglia di costruire presenti e futuri diversi, alternativi. Nasce dalla voglia di non legarsi a nessuna definizione rigida. Le atmosfere del set saranno una fusione tra musica elettronica e hip hop, in cui cercheremo di rendere più esplicito possibile il nostro rifiuto di sistema e società, con l’energia dell’insurrezione riot transfemminista.

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