“Storia di un assalto al cielo”, il libro sul ’77 bolognese con i materiali del Centro di documentazione “Lorusso-Giuliani”

La copertina del libro, realizzata da Claudia Grazioli e Luigi Bevilacqua

E’ uscito il libro “77. Storia di un assalto al cielo”, autoprodotto con i materiali del Centro di documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani” e dei giornali “Mongolfiera” e “Zero in condotta”.

Il libro è disponibile sulla piattaforma OpenDDB [qui] e a Vag61, che venerdì 10 marzo’017 ospita la prima presentazione pubblica [info].

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77. Storia di un assalto al cielo

I fatti dell’undici marzo e il lunghissimo anno del ‘77 appartengono alla storia dei movimenti come pietre inamovibili: ci hanno segnato, ci hanno ucciso e ci hanno fatto rinascere; nulla è rimasto integro; ogni cosa, da quegli avvenimenti in poi, è stata riletta, analizzata e sviscerata. Parlarne ora non vuole essere una rievocazione, ma un percorso a ritroso, un reincontrarci, un riconoscerci, un modo ancora per raccontare vicende, avvenimenti, valutazioni, sentimenti che sono rimasti in disparte, accantonati, non narrati, come se non fossero mai accaduti.

Questo libro prova di raccontare quello “strano movimento di strani giovani”.

Sfogliando le 144 pagine di questa “piccola enciclopedia” del ’77 bolognese troviamo parole come proletariato giovanile, jacquerie, movimento femminista, compromesso storico. Si parla della Bologna del sindaco Zangheri, dell’uso “legittimo” delle armi in piazza da parte delle forze dell’ordine, della repressione e delle leggi d’emergenza.

La parte centrale del libro è dedicata alla comunicazione del movimento, la storia di radio Alice e l’enorme produzione di fanzine, fogli e giornali. Anche la musica si è presa molto spazio, come, del resto, se lo prese allora. Si racconta del festival del Parco Lambro, del pianista che suonava “Chicago” sulle barricate in via Zamboni e degli autori che piacevano al movimento: gli Stormy Six, Gianfranco Manfredi, Claudio Lolli, Rino Gaetano, Eugenio Finardi, Alberto Camerini, Enzo del Re, gli Skiantos e l’universo dei gruppi rock bolognesi.

E poi ancora: il teatro nelle strade e nelle piazze, le feste alle repressioni, la guerriglia fatta con la matita dei fumettisti, il romanzo del ’77 bolognese, i film e i documentari su quell’annus horribilis.

Le pagine finali sono riempite dalla cronologia per una “vetrina infranta”. Si tratta del racconto ragionato degli episodi, avvenuti a Bologna, dal 1973 al 1979, con un risalto più accentuato alle giornate della rivolta del marzo, all’assassinio di Francesco Lorusso, alla chiusura poliziesca di radio Alice, ai carri armati nella cittadella universitaria, al convegno di settembre contro la repressione.

Questo libro si è potuto mettere assieme perché, da diversi anni, un gruppo di compagne e di compagni ha cominciato a raccogliere e, poi, a sistemare e catalogare un’enorme quantità di materiali, scovati nelle case, nelle soffitte e nelle cantine. Per riempire queste pagine sono stati “saccheggiati” gli archivi del Centro di documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani” e dei giornali “Mongolfiera” e “Zero in condotta”. Quindi anche i (furono) giovani redattori di queste riviste alternative bolognesi hanno contribuito con la loro scrittura e i loro articoli.

Ma, se questo volume si è potuto fare, è perché migliaia di ragazze e ragazzi, per tutto il lunghissimo anno del 1977 riempirono le strade, le piazze, le aule universitarie con cortei, feste di strada, assemblee, scontri con la polizia. Usarono anche le frequenze modulate di una radio e tanti fogli di carta (diversamente impaginati) per far circolare le loro voci e le loro idee e amplificare la loro rabbia. Senza la loro creatività queste pagine non si sarebbero riempite.

Si dice che il 31 dicembre del ’77 non sia mai arrivato, ecco perché ne abbiamo approfittato per dare alle stampe questo libro.

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