Presidio per il Rojava

MARTEDI’ 20 GENNAIO ‘026 h.18:30 Piazza del Nettuno

Nel tempo in cui le ombre tornano a rivendicare il diritto di governare il mondo, nel tempo in cui dottrine di odio si rivestono nuovamente di sacralità e disciplina, la Rivoluzione del Rojava si trova oggi al centro di un assedio che va ben oltre i suoi confini geografici.

Nelle ultime ore, le forze governative e le milizie jihadiste hanno intensificato gli attacchi contro l’amministrazione democratica del Nord-Est della Siria. Non si tratta soltanto di avanzate armate, ma di un tentativo sistematico di spezzare un’esperienza politica che, con ostinazione rara, ha dimostrato che la convivenza tra popoli è possibile, che l’autogoverno non è utopia, che la libertà delle donne può diventare architettura istituzionale.

Questo attacco non nasce nel vuoto. Esso si iscrive nella rinascita globale di un oscurantismo teocratico e autoritario che, con nomi diversi e simboli rinnovati, ripropone ovunque la stessa logica: disciplina assoluta, identità imposta, annientamento del dissenso, eliminazione di ogni forma di immaginario di una società alternativa.

Un nuovo nazismo spirituale e militare, che non ha più bisogno di uniformi, ma di dogmi, che non costruisce campi soltanto con filo spinato, ma con paura e obbedienza.

Contro questa marea regressiva, il Rojava rappresenta un’anomalia luminosa. Il Rojava rappresenta una forza di opposizione reale ai governi e all’autoritarismo, Rappresenta una messa in discussione dell’idea centralizzata di governo, mettendo in pratica una società fondata sui valori della vita associata e dell’autogoverno.

Qui si è scelto di opporre alla teocrazia la laicità radicale delle assemblee, al culto del capo la rotazione del mandato, alla gerarchia sacralizzata la parità sostanziale, alla guerra permanente la difficile arte del convivere tra diverse religioni e diverse etnie Il municipalismo democratico del Rojava non è un dettaglio locale.

È una smentita vivente all’idea che il mondo sia condannato a oscillare tra imperi e fanatismi.

È la prova concreta che una politica senza tiranni può esistere, che una società fondata sull’autonomia, sull’ecologia, sulla liberazione femminile non è un’eccezione folklorica, ma una possibilità storica.

Difendere il Rojava e il confederalismo democratico oggi significa difendere l’ultimo baluardo contro la normalizzazione dell’oscurità,significa difendere e supportare un tipo di cambiamento che ci porta ad immaginare che una società diversa è possibile.

Significa affermare che la storia non deve necessariamente tornare indietro, che l’umanità non è obbligata a rassegnarsi alla restaurazione dell’odio sacralizzato.

Noi dichiariamo, con fermezza che non ammette ambiguità: la Rivoluzione del Rojava è una linea di frattura tra due epoche.

Se essa verrà spezzata, non cadrà soltanto una regione, ma una delle più alte esperienze politiche del nostro tempo, un attacco diretto alla rivoluzione delle donne e alla lotta per una società democratica.

Alla Rivoluzione del Rojava, oggi sotto attacco, va la nostra solidarietà integrale: qui non si difende soltanto una terra, qui si difende la possibilità stessa che la libertà sopravviva nell’epoca del ritorno dei dogmi, nell’epoca del nuovo autoritarismo globale.

E noi resteremo, senza esitazione, dalla parte della società democratica senza autoritarismi e che resiste senza odio.

Per lottare contro i suprematismi, logiche coloniali e ogni forma di patriarcato è necessario supportare la rivoluzione curda.

Viva la rivoluzione del popolo! Difendiamo la rivoluzione del Rojava!

Pubblicato in Comunicati, Home | Lascia un commento

Controdizionario del confine | Presentazione del libro

VENERDI’ 23 GENNAIO’026

Presentazione del libro:
Controdizionario del confine
Parole alla deriva nel Mediterraneo centrale
Equipaggio della Tanimar

con l3 autor3: Enrico Fravega (Università di Genova), Jacopo Anderlini, Luca Giliberti, Vincenza Pellegrino (Università di Parma)

@ Vag61

Venerdì 23 gennaio, ore 18:30

Navigando in mare aperto bisogna avere con sé strumenti per non andare alla deriva. Nell’oceano delle migrazioni contemporanee, solcato da fratture di classe, genere e provenienza che come linee su una mappa delimitano chi può spostarsi comodamente e chi rischia la vita per sfidare frontiere militarizzate, anche le parole sono una scialuppa di salvataggio.
L’Europa ha chiuso i propri confini meridionali rendendo il Mediterraneo un posto di frontiera, appaltandone il controllo a polizie nazionali e transnazionali o delegando colonialmente questa violenza strutturale ai governi autoritari di alcuni paesi di transito.
Le persone la cui libertà di movimento è stata limitata hanno elaborato – ibridando lingue e risignificando termini esistenti – un linguaggio non neutro, opposto alle retoriche occidentali criminalizzanti, che restituisce il loro punto di vista e il modo in cui il viaggio è vissuto e raccontato.
Parole con cui chiamare alleati, luoghi e mezzi ma anche scovare nemici, pericoli e contraddizioni, descrivere forme di solidarietà e atti di violenza. Strumenti per conoscersi e riconoscersi tentando di rompere il confine. Il Controdizionario che le raccoglie è una bussola imprescindibile per chiunque voglia orientarsi nel mare delle migrazioni, intersecare le rotte e navigare insieme.

Pubblicato in Home, Prossime iniziative | Commenti disabilitati su Controdizionario del confine | Presentazione del libro

Mobilitazione internazionale per Maja, antifascistə detenutə in Ungheria

GIOVEDI’ 15 GENNAIO’026

CONTRO LA REPRESSIONE DELLE ANTIFASCISTE E DEGLI ANTIFASCISTI PER I FATTI DI BUDAPEST 2023, PER LA DIGNITÀ CHE NON SI PIEGA, PER LA NOSTRA RABBIA ANTIFASCISTA

Ci sono nomi che non chiedono di diventare simboli, ma vengono trascinati oltre il loro corpo, fino a diventare linee di frontiera.

Maja è uno di questi nomi: un nome che lo Stato di estrema destra ungherese prova a trasformare in monito, mentre per noi resta un varco, una domanda aperta sulla libertà.

In vista della giornata internazionale di mobilitazione europea del 15 gennaio a lei dedicata, ad una settimana prima della sentenza prevista per lei e per Gabri del 22 gennaio, VAG61 esprime solidarietà a Maja, antifascista detenutə ed estradatə illegalmente in carcere in Ungheria in cui si trova da più di 500 giorni in regime di isolamento, rischiando di scontare 24 anni in queste condizioni disumane.

Maja si trova in carcere senza alcuna prova reale a suo carico, ci son solo supposizioni e nessuna prova concreta, nessun testimone che l’abbia riconosciuta per i fatti di cui è imputatə. È evidente che per il governo ungherese la colpa di Maja è di essere antifascist3 e non-binary.  Maja è colpita per il suo impegno politico.

La sua vicenda non è un caso isolato, insieme a Maja altr3 antifascist3 sono imputat3 per gli stessi fatti.

A fine gennaio il Tribunale di Parigi si pronuncerà sulla richiesta di estradizione per Gino e Zaid, a Dusseldorf in Germania inizia il processo per altr3 imputat3 attualmente in carcere in Germania. La vicenda di Maja e di tutt3 l3 antifascist3 imputat3,è un filo che attraversa l’Europa e ne mostra le cuciture più dure.

Racconta di cooperazioni giudiziarie che diventano catene, di confini che si chiudono come porte sbattute, di tribunali che si prestano a fare da cinghia di trasmissione a un potere che teme chi non accetta di essere spettatore.

Il modello ungherese è un modello che tutte le destre europee stanno emulando e riproducendo, compreso il nostro paese.Viviamo un tempo in cui il fascismo non si nasconde più: si normalizza, si traveste da ordine, si infiltra nelle parole comuni.

E mentre avanza, l’antifascismo viene isolato, ridotto a problema, a devianza, a colpa.

Ma l’antifascismo non è un reato:

è memoria che non si lascia archiviare, è pratica quotidiana di dignità, è la scelta ostinata di non voltarsi dall’altra parte.

Colpire Maja significa tentare di spezzare legami, di trasformare la solidarietà in sospetto, il coraggio di smascherare i nuovi fascismi in minaccia di ordine pubblico. È un tentativo di riscrivere il senso stesso della giustizia, di farci credere che la libertà sia un privilegio e non un diritto da difendere insieme.

Non ci riusciranno.

Nella giornata internazionale di solidarietà, ci uniamo alle voci che, da città diverse e da storie diverse, affermano ciò che nessuna repressione può cancellare: che le idee non si processano, che le sbarre non fermano la dignità, che la distanza non spezza le relazioni quando queste nascono dalla lotta e dalla cura reciproca.

Siamo parte di questa storia, e continueremo a esserlo. Perché la parte giusta non è un luogo: è un gesto, una scelta, un cammino condiviso.

Libertà per Maja, chiediamo il suo ritorno in Germania e la liberazione di tutt3 l3 antifascist3 perseguitat3 da Orban.

FREE MAJA! FREE ALL ANTIFA!

Nessun processo, nessuna estradizione, l’antifascismo non è reato. Antifascismo sempre.

Pubblicato in Comunicati, Home | Commenti disabilitati su Mobilitazione internazionale per Maja, antifascistə detenutə in Ungheria

R/EST – Immaginando i Balcani

SABATO 17 GENNAIO’026

IMMAGINANDO I BALCANI

Presentazione della nuova rivista R/EST, dedicata al mondo dei Balcani, edita da Tamu Edizioni, con racconti, reportage e immagini. Ne discuteremo partendo da una riflessione su come viene oggi raccontata una parte di mondo, tra stereotipi e luoghi comuni, per testimoniare un immaginario complesso e ricco, in un dialogo tra chi se ne occupa da sempre e le voci, ora in prima persona, che non sono mai raccontate (o tradotte).

Programma:

  • ore 18:30 – apertura
  • dalle 19.00 – presentazione del progetto e talk con: Christian Elia, giornalista e scrittore, direttore della rivista R/EST; Francesca Rolandi, storica e ricercatrice; Barbara Ivancic, traduttrice e docente universitaria; Nicola Zambelli, regista del collettivo SMK Factory
  • ore 20.30 – cena sociale
  • a seguire – djSet con Balkan Express, original bratebeat – jugo new wave from BO

***

COS’è R/EST

R/EST è una nuova rivista semestrale che a partire da settembre 2026 offrirà un’inchiesta sociale permanente, contaminata e partecipata, per sguardi e linguaggi nell’area sud-est europea. Un viaggio, in otto numeri, ciascuno dedicato a un macro tema, con rubriche fisse trasversali, per esplorare l’area oltre Adriatico, dalla Slovenia alla Turchia, passando per ex Jugoslavia, Albania, Romania, Bulgaria e Grecia. Un’indagine narrativa sull’area partendo proprio da questa domanda: esistono i Balcani? Come li raccontiamo? Come si raccontano? Quanto, e quando, un prossimo geografico diventa un altrove narrativo?

Per rispondere a queste domande abbiamo attinto a un universo complesso, che frequentiamo da anni, fatto di relazioni personali e professionali con persone che hanno studiato e abitato quei territori. Con loro condividiamo la volontà di raccontare quei luoghi superando stereotipi e orientalismi coloniali.

Per queste ragioni vogliamo offrire uno sguardo differente sulla regione del sud-est Europa e farlo con tutte quelle persone che abbiamo incontrato in questi decenni. Perché crediamo in un racconto competente e partecipato.

LINK UTILI:
Campagna di crowdfunding
Instagram
Facebook

Pubblicato in Archivio iniziative, Home | Commenti disabilitati su R/EST – Immaginando i Balcani

Lunga vita Askatasuna!

Lunga vita all’Askatasuna!

Non sarà uno sgombero a fermare le lotte dal basso, non sarà un sequestro a cancellare quasi trent’anni di storia, non un sindaco di centro sinistra a decidere cos’è un bene comune.

La militarizzazione e la repressione delle nostre città e dei nostri quartieri rendono solo più evidente che la vera violenza è quella istituzionale che ci vuole privare di spazi in cui si costruiscono pratiche di libertà e resistenza, perché Askatasuna non è solo quatto mura, ma una comunità solidale.

Invitiamo tutt3 a sostenere la lotta dell’Akatasuna!

Lunga vita all’Askatasuna!

Pubblicato in Comunicati, Home | Commenti disabilitati su Lunga vita Askatasuna!

Dalla strategia della tensione alla repressione dei movimenti

VENERDÌ 12 DICEMBRE’025

Il 12 dicembre 1969, con le bombe a Piazza Fontana a Milano si innescò una “strategia della tensione” pensata ed usata come forma di governo dei conflitti sociali. Una vera e propria guerra praticata dallo Stato contro le istanze dei movimenti, attuata attraverso l’utilizzo dello stragismo fascista da parte degli apparati statali.
A partire da quei giorni il modello repressivo statale si è sempre “adattato” al livello di scontro sollevato dalle lotte e dai conflitti. Per sconfiggere i movimenti le tecniche repressive si sono sempre più affinate: una lunga catena di provvedimenti che parte con legge Reale del 1975 e che arriva al Decreto Sicurezza del governo Meloni.
A tanti anni di distanza da quel 12 dicembre 1969 abbiamo oggi la certezza, o forse solo la conferma, che esiste un filo fra lo Stato armato e terrorista e la repressione delle lotte e del conflitto sociale.

Programma

h 19 – Incontro pubblico fra Centro di documentazione F. Lorusso-C. Giuliani
Mirco Dondi (Docente di Storia Contemporanea) e Antonio Senta (Docente di storia contemporanea)

h. 21 – Cena di autofinanziamento dell’Associazione di Mutuo Soccorso

Pubblicato in Archivio iniziative, Home | Commenti disabilitati su Dalla strategia della tensione alla repressione dei movimenti

Parliamo di lavoro e salute mentale con Francesca Coin

GIOVEDÌ 11 DICEMBRE’025

Lavoro e salute mentale vengono spesso trattati come se fossero due questioni separate. Il lavoro è quel dovere precario e sottopagato che ci perseguita ogni giorno; la salute mentale, invece, è una faccenda privata, una sorta di condizione individuale che ciascuno dovrebbe gestire per conto proprio. Questa separazione è talmente radicata che la soluzione proposta più di frequente consiste nell’aggiungere in ciascuna azienda un angolo di wellness, affidando a uno specialista la responsabilità di risolvere il problema mentre tutto il resto rimane invariato.
Per anni le condizioni materiali del lavoro sono rimaste fuori dal dibattito pubblico. Si è analizzato tutto: profitti, volumi, margini, valore aggiunto, quote di mercato. Tutto, tranne ciò che viviamo ogni giorno: ritmi, rischi, controllo, precarietà, nero, vessazioni, ricatti.

Ma davvero possiamo parlare seriamente di salute mentale ignorando tutto questo? Che tipo di salute può esistere senza interrogarsi sul contesto in cui si svolge la maggior parte della nostra vita attiva?


L’assemblea dell’11 dicembre nasce come momento collettivo per discutere di tutto questo. Dall’incontro recente che abbiamo fatto su questi temi sono emersi due bisogni intrecciati. Da un lato, la necessità di condividere le proprie condizioni materiali, relazionali ed emotive di lavoro. Dall’altro, il desiderio di indagare le cause profonde di un malessere diffuso: il modo in cui l’organizzazione del lavoro incide sulle nostre esistenze.
Abbiamo quindi immaginato questo incontro come un momento in cui tuttə possano raccontare la propria esperienza e avviare un percorso di inchiesta collettiva dei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di far emergere le problematiche che moltə affrontano in solitudine e trasformarle in oggetto di conoscenza collettiva.
Ci piacerebbe che questa assemblea fosse l’inizio di un percorso di condivisione e con-ricerca per documentare i modi diversi in cui il lavoro influisce sulla nostra salute. Un primo passo per trasformare ciò che logora in uno spazio di parola, cura e organizzazione.


Ci vediamo giovedì 11 dicembre ore 18,30 a Vag 61

Pubblicato in Archivio iniziative, General, Home | Commenti disabilitati su Parliamo di lavoro e salute mentale con Francesca Coin

BOLOGNA CALIBRO 7 POLLICI back at Vag61

SABATO 13 DICEMBRE’025

Bologna Calibro 7 Pollici il 13 Dicembre ritorna al @vag61 di via Paolo Fabbri 110!

Noi siamo emozionatissimi e non vediamo l’ora di farvi ballare il meglio del reggae, soul, r&b, latin, garage, gospel, funk, ska e rocksteady su vinile 45 giri e LP.

Vi aspettiamo in pista dalle 22:00 con scarpette luccicanti e sorrisi stampati in faccia
Bologna Calibro 7 Pollici resident dj’s:
Michele, Federico e Salvo.
******************************************************************
LOCATION
VAG61
Via Paolo Fabbri 110, Bologna
******************************************************************
INGRESSO UP TO YOU!
PLEASE COME EARLY!

Pubblicato in Archivio iniziative, Home | Commenti disabilitati su BOLOGNA CALIBRO 7 POLLICI back at Vag61

The Cost of Growth: Bologna tra convergenze ed ecologie

MARTEDI’ 2 DICEMBRE’025

Iniziativa in collaborazione con Bologna for Climate Justice

Come si collegano le lotte contro l’estrattivismo e quelle in difesa del lavoro e dei diritti sociali? Come costruiamo alternative capaci di realizzarsi sulla scala locale e incidere su quella globale? Ne parleremo martedì 2 dicembre a VAG61, durante una serata che ospiterà una delle anteprime italiane del documentario The Cost of Growth, e un momento di confronto a più voci verso il 2026.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Voice Over Foundation. Serata collettiva a supporto dell’azionariato popolare del Collettivo di Fabbrica ex GKN

PROGRAMMA

18:00 | Bologna, convergenze ed ecologie: sguardi collettivi sul 2026

tavola rotonda con Collettivo di Fabbrica ex GKN, VAG61, PLAT – Piattaforma di Intervento Sociale, Laboratorio Smaschieramenti, Campi Aperti, Fornelli Ribelli, Sumud UNIBO, Cassero e Bologna for Climate Justice.

A uno sguardo distratto, non sembrerebbe. Invece, il 2025 bolognese è stato un anno di convergenze. Dal Climate Pride al Rivolta Pride, passando attraverso il 25 aprile e nelle strade cariche di rabbia per il genocidio di Gaza, fino alle mobilitazioni studentesche e delle ricercatrici, alle lotte per la casa, e alla partecipazione a Firenze al corteo promosso dal Collettivo di Fabbrica ex GKN, si è delineato un ecosistema complesso, plurale e geometricamente variabile, che ci ha visto spesso nelle stesse piazze, nelle stesse assemblee, alle stesse tavole. Non è stato – ci sembra – il semplice ‘nessuna si salva da sola’, ma piuttosto la voglia, il bisogno, la necessità di costruire risposte nuove alle domande che ci poniamo da sempre. Come stare nella nostra città e vivere le sfide della ‘Palestina globale’? Come connettere cose che a parole ci sembrano naturalmente legate – la sfida climatica, i diritti, il reddito, il lavoro, la casa, la salute, lo sport popolare, i saperi, … – e che, invece, nelle pratiche di tutti i giorni faticano a costruire terreni di lotta comuni? Non possiamo dire che tutto abbia funzionato come avremmo voluto. Ma vogliamo dirci che quello sforzo collettivo e complessivo, quel provare a sperimentare le convergenze, resta – secondo noi – lo spazio di senso politico nel quale immaginare il nostro agire a Bologna.

Le piazze autunnali per la Palestina sono state inattese, straripanti, belle, determinate; ci hanno mostrato alcune cose che in queste settimane in tante hanno cercato di leggere, analizzare, comprendere. Nel nostro piccolo, abbiamo vissuto l’accogliente sensazione di essere travolte, trascinate, spinte avanti. Proprio perché inattese e cortocircuitanti, a noi è sembrato che queste piazze ci dicessero che abbiamo un estremo bisogno di continuare ad avere la voglia – e la pazienza – di fare e sbagliare diversamente, alla ricerca dell’alchimia instabile che faccia nascere nuove ecologie sociali. 

È con queste lenti – quali ecologie per continuare ad ambire al Pianeta che vogliamo – che proponiamo questa tavola rotonda pubblica. Un momento di confronto che possa raccogliere alcune delle lezioni dei mesi passati, e condividere le ambizioni per i prossimi. Cosa faremo  nei prossimi mesi? Come possiamo immaginare ecologie capaci di moltiplicare le nostre riflessioni e rafforzare le nostre azioni? Cosa ha senso fare insieme?

La tavola rotonda si aprirà con i contributi di Collettivo di Fabbrica ex GKN, VAG61, PLAT – Piattaforma di Intervento Sociale, Laboratorio Smaschieramenti, Campi Aperti, Fornelli Ribelli, Sumud UNIBO, Cassero e Bologna for Climate Justice.

dalle 19:00 alle 20:30 | Cena benefit a supporto dell’azionariato popolare del Collettivo di Fabbirca ex GKN

20:30 | Presentazione e visione collettiva di The Cost of Growth con Voice Over Foundation e Dario Salvetti del Collettivo di Fabbrica ex GKN

The Cost of growth è un documentario scritto da Anuna De Wever e Lena Hartog, con la regia di Thomas Maddens.

Per chi stiamo facendo crescere questa economia? E quali sono i costi per l’umanità? Cosa c’è alla base delle sconvolgimenti socio-ambientali che stiamo vivendo? Questi alcuni degli interrogativi alla base del documentario. The Cost of Growth collega le lotte locali contro le pratiche estrattive in Serbia, in Italia e nella regione del Sapmi in Norvegia, a dibattiti più ampi su giustizia, democrazia e guerra.  Mostra come la società civile in tutta Europa non solo rifiuti le false soluzioni messe in campo dalle istituzioni, ma stia anche costruendo alternative – dall’organizzazione di movimenti dal basso a nuove forme di cooperazione e solidarietà, alla diffusione di nuove pratiche socio-economiche.

Pubblicato in Home, Prossime iniziative | Commenti disabilitati su The Cost of Growth: Bologna tra convergenze ed ecologie

Li/ber (terzo tempo) | Abolizionismo carcerario e “Far finta di esserne fuori” con Filo Sottile

SABATO 29 NOVEMBRE’025

Nasce un festival fatto di terra, libri e lotte.
Di chi coltiva senso, parole e libertà.
Un incontro per chi sa che la cultura è anche resistenza.

Terzo appuntamento con Li/ber – festival di vini e libri non omologati: parliamo di abolizionismo carcerario.

Programma:

18:00 _ presentazione dei libri Aboliamo il carcere. Immaginare un futuro senza prigioni” di Giulia De Rocco (Eris, 2025) & “Oltre la fabbrica dell’esclusione. L’abolizionismo carcerario come utopia concreta” di Ludovica Cherubini Scarafoni (Cronache Ribelli, 2023)

Le autrici ne parlano con Vag61 e Filo Sottile

18:30 _ cena sociale

21:30_ Spettacolo di Filo Sottile: “Far finta di esserne fuori”

***

“Aboliamo il carcere. Immaginare un futuro senza prigioni” di Giulia De Rocco (Eris, 2025) –> L’abolizione del carcere è un progetto concreto. Giulia De Rocco ce lo racconta immaginando un futuro prossimo in cui si è realizzato. Mescola saggistica e narrazione, concentrandosi sui passaggi individuali e collettivi che hanno tracciato le tappe di questa trasformazione. Non si parla solo del superamento degli istituti di detenzione: è un processo che parte dalla nostra intimità, dalle nostre relazioni e dalle nostre comunità per stravolgere quegli assunti che ci sembrano irrinunciabili come i binomi vittima/carnefice, innocente/colpevole. Assunti che sottendono la logica punitiva che guarda solo alla violenza privata, interpersonale, soggettiva, senza guardare a contesto, cause, strutture di potere di cui istituzioni e mercati hanno bisogno per sopravvivere. Abolire il carcere significa lavorare per il superamento delle oppressioni e la decostruzione dei sistemi di potere. Significa abbandonare la punizione per una giustizia che trasforma e guarisce basata su benessere e cura. Soprattutto bisogna iniziare dall’alleanza tra chi è dentro e chi sta fuori. Per rendere quei muri sempre più permeabili sino a farli sparire.

“Oltre la fabbrica dell’esclusione. L’abolizionismo carcerario come utopia concreta” di Ludovica Cherubini Scarafoni (Cronache Ribelli, 2023) –> Nella visione dominante il carcere rappresenta uno strumento indispensabile al corretto funzionamento della società. Il suo ruolo di istituzione d’ordine ne garantisce la longevità e l’immutabilità, rendendo sostanzialmente impossibile metterne in discussione l’esistenza. In realtà, una volta dismesse le lenti deformate attraverso cui guardiamo il sistema detentivo, possiamo renderci conto che quest’ultimo, oltre a essere uno spazio di segregazione e violenza, è produttore di insicurezza sociale. Non soltanto poiché per molti detenuti il carcere si trasforma in “una scuola a delinquere”, ma soprattutto perché, costituendo la risposta principale alla marginalità, esso diventa uno scudo dietro cui nascondere la completa latitanza dello stato nelle politiche sociali. Questo libro ricostruisce l’origine dell’istituzione detentiva: lo fa mostrando la sua reale funzione e analizzando la composizione e la condizione della popolazione reclusa, mostrando il carcere per quello che è realmente. Di fronte a questa fabbrica di pregiudizio, sofferenza e ingiustizia, l’abolizionismo ci appare l’unica autentica alternativa.

Far finta di esserne fuori” di Filo Sottile –> Voi vi sentite al sicuro nelle vostre tiepide tane. Voi che da voi potete procurarvi il cibo caldo e godere di visi amici: considerate la vita in gabbia. La vita di chi sta nella penuria di spazio e aria e luce;la vita cattiva, che di contatto e parole ha fame; che pende e oscilla al vento mutevole di un sì o no; che deve penare per meritare di esistere e fornire prove di merito per alleviare la pena. Considerate voi le mura e le sbarre che si chiudono su corpi e nomi, vite congelate e occultate, orizzonti svuotati, il ghiaccio del controllo, il fuoco della costrizione.
Meditate che gabbia e carcere e reclusione sono realtà e non solo parole. Meditate qual è il prezzo e il privilegio di starne fuori. Meditate se davvero ve ne potete chiamare fuori.
“Far finta di esserne fuori” è uno spettacolo di monologhi renitenti e canzoncine di evasione della punkastorie Filo Sottile. Una requisitoria antica, ukulele e voce, sul nostro presente securitario, con in mente una concretissima utopia: abolire il carcere è possibile ed è giusto.

Pubblicato in Archivio iniziative, Home | Commenti disabilitati su Li/ber (terzo tempo) | Abolizionismo carcerario e “Far finta di esserne fuori” con Filo Sottile

“Coltivare speranza su un pianeta al collasso” – Presentazione del libro

GIOVEDI’ 20 NOVEMBRE’025

Iniziativa a cura di Extinction Rebellion Bologna

🗓 Giovedì 20 novembre alle 18 vi aspettiamo al Vag61 per la presentazione del libro di Pietro Corazza “Coltivare speranza su un pianeta al collasso”.

📖 A partire dalla constatazione dell’evidenza del collasso ecoclimatico, il libro ci guida attraverso una riflessione in cui, cominciando dall’accettazione e dell’elaborazione del dolore che la presa d’atto del collasso ci provoca, il collasso diventa opportunità per costruire sistemi e mondi nuovi perché ci permette di ripartire dalle comunità di cui siamo parte, in interconnessione con la rete della vita.

🗣 La presentazione si alternerà a momenti di dialogo con le persone presenti.

🍽 Dalle 21 cena di autofinanziamento per sostenere Extinction Rebellion.

➡️ Non mancate!

Pubblicato in Archivio iniziative, Home | Commenti disabilitati su “Coltivare speranza su un pianeta al collasso” – Presentazione del libro

BCJ@VAG61 = VAG61&BCJ: costruiamo nuove ecologie

BCJ@VAG61 = VAG61&BCJ: costruiamo nuove ecologie

In questi anni i nostri percorsi si sono incrociati un’infinità di volte. Nelle strade dei grandi cortei, nelle assemblee che cercano convergenze.

Nel discutere e cercare di tenere assieme le tante dimensioni che fanno della crisi climatica un fatto sociale, e dei fatti sociali una questione climatica.

Da dicembre VAG61 e Bologna for Climate Justice propongono un nuovo percorso di confronto politico.

Vogliamo aprire un nuovo spazio di riflessione, confronto, pratiche. Provare a dar vita a un’altra, piccola, ecologia. Non l’unica.

Perché, quel che abbiamo imparato in questi anni anche grazie agli spazi politici che si sono aperti con l’azione del Collettivo di Fabbrica GKN,

è che le ecologie sono sia plurali, sia plurime, e spesso si intersecano tra loro. Sono queste intersezioni che vogliamo cercare .

A partire dal 2 dicembre, un martedì al mese, Bologna for Climate Justice insieme a Vag61 porteranno in via Paolo Fabbri 110 talk, assemblee, presentazioni, laboratori, cene sociali, proiezioni ed altri eventi che ci metteranno a confronto,

e attraverso i quali vogliamo confrontarci con Bologna. Vi aspettiamo!

Vag61 – Bologna for Climate Justice

Pubblicato in Comunicati, Home | Commenti disabilitati su BCJ@VAG61 = VAG61&BCJ: costruiamo nuove ecologie

Ci muove il desiderio – Presentazione del libro e karaoke

VENERDI’ 14 NOVEMBRE’025

Iniziativa a cura di Non una di meno Bologna

Ci vediamo al @vag_61 alle ore 18:30 venerdì 14 novembre per la presentazione del libro “Ci muove il desiderio
Una storia di femminismi e spazi più sicuri” di @giada.b_rosen
Faremo una discussione con l’autrice e dopo sarà disponibile l’aperitivo con tanto di karaoke per finanziare i bus per andare a Roma il 22 novembre!
Potrete comprare i biglietti per il bus durante la serata per andare con noi!

Pubblicato in Archivio iniziative, Home | Commenti disabilitati su Ci muove il desiderio – Presentazione del libro e karaoke

Vag61: la scintilla, la riapertura, la forza collettiva

Lo scorso 1° maggio un incendio ha colpito l’esterno di Vag61. È stato un momento difficile, inaspettato, che ci ha costretto a chiudere lo spazio e a sospenderne le attività. Ma Vag61 non si è mai davvero fermato.
Fin da subito, tantissime persone e realtà solidali ci hanno fatto sentire la loro vicinanza, offrendo tempo, competenze, sostegno economico. È arrivato il momento di restituire il percorso di questi mesi, una storia che parla della forza di una comunità che non si arrende, che ricostruisce, che continua a immaginare e praticare spazi di libertà.

Nei giorni scorsi siamo riuscite/i a recuperare e realizzare Li/ber, il festival che avevamo dovuto rimandare: tre giorni pieni di incontri, parole, pagine, musica e corpi che hanno riattraversato lo spazio, ricordandoci perché facciamo quello che facciamo: l’autogestione.

Riaprire Vag61 non sarebbe stato possibile senza tutte le singole persone e le esperienze collettive che in questi mesi ci hanno sostenuto, non solo da Bologna ma anche da Firenze, Genova e tanti altri luoghi resistenti.

In questi mesi avete partecipato alla campagna di sostegno al ripristino dello spazio con una generosità straordinaria: in poco più di tre mesi abbiamo raccolto quasi 15.000 euro, una cifra impensata, che ci ha permesso di guardare avanti e cominciare a ricostruire.

Ci sembra quindi giusto e necessario raccontarvi a cosa sono serviti i vostri contributi:

  • per rifare l’impianto elettrico, danneggiato dall’incendio
  • per ricostruire la tettoia esterna
  • per installare nuove tapparelle al piano di sopra, utili al doposcuola Solidale Vag61 e alla messa in sicurezza dell’archivio del Centro di documentazione dei movimenti Lorusso-Giuliani
  • per delle nuove porte, che verranno montate a breve
  • per lo smaltimento dei rifiuti causati dall’incendio
  • per sistemare l’impianto idraulico
  • Per permettere al nostro spazio libero e autogestito di sopravvivere a diversi mesi senza possibilità di autofinanziamento

Ogni contributo arrivato è atto politico: il mutualismo non è parola d’altri tempi, ma pratica viva; la cura reciproca è un atto rivoluzionario; la collettività, quando si organizza, può davvero ricostruire ciò che il potere vorrebbe cancellare. Come le lotte per la Palestina ci hanno insegnato in questi mesi.
Riparare le mura di Vag61 significa ridare corpo a un progetto comune, ma soprattutto riaffermare un principio semplice e radicale: nessuno spazio di libertà si difende da solo.
Il vostro sostegno ci permette di ripartire, ma anche di rilanciare: più forti, più consapevoli, più determinati a tenere aperte le porte di un luogo che appartiene a tutte e tutti.

Oggi, Vag61 è di nuovo vivo. Gli spazi si stanno riempiendo, gli incontri riprendono, le idee tornano a circolare. Tutto questo non è stato semplice, ma è stato possibile grazie a una rete di affetto e sostengo che ha scelto, ancora una volta, di credere nel valore degli spazi autogestiti, che sa bene quanto questi rappresentino una ricchezza per la collettività.

Concludiamo con un grande grazie: a chi ha dato una mano concreta, a chi ha condiviso un evento, a chi ne ha organizzato uno a sostegno della raccolta fondi, a chi ha partecipato a una serata o semplicemente ci ha mandato un messaggio.

La scintilla che ha attraversato Vag61 non si è spenta: si è trasformata in cura e desiderio di continuare.
Ci vediamo ancora e presto in Via Paolo Fabbri 110!

Pubblicato in Comunicati, Home | Commenti disabilitati su Vag61: la scintilla, la riapertura, la forza collettiva

Li/ber (secondo tempo)

GIOVEDI’ 13 NOVEMBRE’025

Iniziativa a cura di Mediterranea Bologna e Vag61

Ore 19:00 Aperitivo

Ore 20:00 Proiezione del documentario “Sulla loro pelle“, a seguire dialogo con Lorenzo Figoni, co-autore di Gorgo CPR

Dopo la mobilitazione in Albania dei giorni scorsi, organizzata dal Network Against Migrants Detention, pensiamo sia importante mantenere alta l’attenzione sul tema della detenzione amministrativa, in ogni sua forma.

Attualmente ci sono 10 centri di permanenza per i rimpatri (CPR) in Italia, a cui si aggiunge il centro di Gjader, in Albania. Nonostante le pronunce dei giudici abbiamo messo in discussione, nei mesi scorsi, la legittimità del Protocollo Italia-Albania, le deportazioni non si sono fermate.

I numerosi rapporti e inchieste – come quelle di Altreconomia – hanno già messo in luce le gravi condizioni di vita all’interno dei CPR, luoghi patogeni gestiti da enti privati, dove le persone in movimento vengono private di qualsiasi libertà personale e di comunicazione con l’esterno, per il semplice fatto di non avere un permesso di soggiorno.

Ci vediamo giovedì 13 novembre a Vag61, dove, in seguito alla proiezione del documentario “Sulla loro pelle”, dialogheremo con Lorenzo Figoni, co-autore del libro inchiesta Gorgo CPR.”

Pubblicato in Archivio iniziative, Home | Commenti disabilitati su Li/ber (secondo tempo)

BOYS DO(n’t) CRY. Percorso di decostruzione della maschilità

MERCOLEDI’ 12 NOVEMBRE’025

Iniziativa a cura di BOYS DO(n’t) CRY

Seconda edizione del percorso di decostruzione su maschilità, identità di genere, orientamenti sessuali e stili relazionali.

DOVE E QUANDO? Al @vag_61. Il primo incontro aperto al pubblico sarà mercoledì 12 NOVEMBRE dalle 18.30 alle 21.

***

COSA SI FARÀ? La nuova edizione mantiene la struttura di sempre: incontri di gruppo facilitati per creare uno spazio il più sicuro possibile di confronto e autocoscienza. Lavoreremo su tematiche legate alla maschilità attraverso momenti di condivisione, laboratori e collaborazioni con altre realtà della rete bolognese.

PERCHÉ? Perché la necessità di percorsi come questo non è mai venuta meno. Perché crediamo nel potere trasformativo delle pratiche di cura collettiva.

CHI PUÒ PARTECIPARE? Tuttə, a prescindere dalla propria identità di genere. Uno dei capisaldi del percorso è creare un gruppo misto, aperto a tutte quelle soggettività che sentono il bisogno di reinventare il loro rapporto col maschile. Dopo una fase iniziale aperta a chiunque, il percorso prosegue con incontri più intimi. Per favorire un clima di conoscenza e fiducia reciproca, questi saranno dedicati solo a chi ha già partecipato ai primi incontri e si sarà unite al gruppo.

Pubblicato in Home, Prossime iniziative | Commenti disabilitati su BOYS DO(n’t) CRY. Percorso di decostruzione della maschilità

Cura e liberazione a 100 anni da Fanon

MARTEDI’ 4 NOVEMBRE’025 alle 21

> foto della serata: qui

Cura e liberazione a 100 anni da Fanon: salute mentale, resistenza e oppressione e coloniale al tempo del genocidio

Incontro pubblico insieme a Samah Jabr, psichiatra psicoterapeuta e Zaynab Hinnawi, psicologa clinica e della liberazione

Durante l’incontro saranno presenti traduttrici ENG-ITA

Le illustrazioni sono di @faida.acquifera

Pubblicato in Archivio iniziative, Home | Commenti disabilitati su Cura e liberazione a 100 anni da Fanon

Hack or Di(y|e) 2025

VENERDI’ 7 e SABATO 8 NOVEMBRE’025

Iniziativa a cura di Hacklabbo

Confermiamo per la decima volta (a partire da 0) il collaudatissimo format con i talk dal venerdì pomeriggio fino alla sera del sabato, farcito di laboratori, programmi ad alta variabilità, cibarie e socialità.

Venerdì 7 novembre

18:00 APERTURA
18:00 Laboratorio: Elettro art attack
18:30 Antennine.org e nuovi casi d’uso reti mesh
19:00 XMPP – Iniziamo ad usare sistemi liberi e autogestiti di chat (se chattiamo)
19:30 Server, telefoni e parole: spazi di libertà e autonomia del mondo digitale
20:30 CENA by Collettivo Bida
Convivialità tecnologica: Durante e dopo la cena chiacchiere e supporto per creazione utenze ed installazione xmpp, mastodon, account su server autogestiti e tecnologie varie
22:30 Kenobit: concerto

Sabato 8 novembre

11:00 LABORATORI
Costruzione di un Atari Punk Console
Assembla il tuo nodo LoRa
13:00 PRANZO by Hacklabbo
15:00 Come leggere un ebook su Linux in 4 anni
15:45 Non vediamo LoRa!
16:30 XM24: alla riscoperta del sito perduto
17:15 Homelab Cluster Autoscaler: Power Management for Physical Kubernetes Nodes
18:00 Oscuri presagi: come Stati e Big Tech provano a riscrivere la rete
18:45 Tecnologie appropriate contro il confine
19:30 Prendi i fondi e scappa! A che punto siamo con la “trasformazione digitale”
20:30 CENA by Centro di documentazione dei movimenti “Lorusso – Giuliani”
22:00 Ten minutes talks
Oloturia: Deus ex machina Performance musicale

Durante tutta la durata dell’evento sarà attiva una Capture The Flag e inoltre saranno presenti:

LAN space: comodi tavoli per ciappinare con il proprio pc
tavoli di lockpicking
console di retrogaming
Banchetto Mutuo soccorso
Banchetti, distro e libri
Postazione Radiospore: Se non ne puoi più della bolla di Spotify, ogni volta finisci i dati del telefono ascoltando gli stessi pezzi, Youtube ti propone sempre le stesse cose… Contribuisci alla selecta musicale di Radiospore! Porta una chiavetta con i pezzi musicali del gruppo della coinquilina, la tua playlist strappacuore o la musica che vorresti ascoltare sulla radio, meglio se è senza copyright, DIY o non troppo commerciale. Supporta le radio indipendenti, boicotta le piattaforme commerciali, ama la musica!

I dettagli ed eventuali aggiornamenti li trovate qua

Pubblicato in Archivio iniziative, Home | Commenti disabilitati su Hack or Di(y|e) 2025

Li/ber – Festival di libri e vini non omologati: il programma

VENERDI’ 31 OTTOBRE, SABATO 1 e DOMENICA 2 NOVEMBRE’025

> foto delle giornate del festival: qui

[Grazie a @rommii.x per le meravigliose illustrazioni]

Nasce un festival fatto di terra, libri e lotte.
Di chi coltiva senso, parole e libertà.
Un incontro per chi sa che la cultura è anche resistenza.

Sull’onda dei cortei oceanici a sostegno della libertà e e della resistenza del popolo palestinese, ci pare essenziale continuare a nutrire il desiderio di un’alternativa politica e culturale capace di animare queste riflessioni e questi percorsi. Le nostre narrazioni e i nostri immaginari necessitano di tempi e spazi dedicati a mantenersi più liberə, con più libri. Per dare corpo e sostanza alle nostre lotte, Vag61 ha pensato al seguente programma per le giornate del festival LI/BER (da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre).

VENERDI’ 31 OTTOBRE 2025

17:30 _ apertura

18:30 _ presentazione: “Questo libro è illegale” con Tatiana Montella (avvocata)

Si mangia: cena sociale con degustazione di vini naturali

21:30 _ Reading il “Benni furioso” in ricordo di Stefano Benni annaffiato dal vino Bar Sport

A seguire: live musicale con Les Touches Louches

SABATO 1 NOVEMBRE 2025

11:00 _ presentazione: “Per un comunismo della cura”, “Crocevia Mediterraneo” e “Boza! Diari dalla frontiera”. Mediterranea e Vag61 dialogano con Gian Andrea Franchi, Jacopo Anderlini e Luca Giliberti.

Si mangia: pranzo sociale con degustazione di vini naturali

15:00 _ presentazione: “Psicologia della resistenza” con l’autore Gianpaolo Contestabile, Francesca Esposito (psicologa comunitaria), Asia e Francesca (Vag61)

17:00 _ presentazione: “Hanno ucciso habibi” e a seguire un estratto video del film in produzione “When the Political Becomes Personal” di Federica Stagni e Luca Bonaventura. Elena e Emma dialogano con Clara Zanardi (capo redattrice di Wetlands), Arees Bishara (ricercatrice) e la regista.

20:30 _ presentazione vini – dialogo con i vignaioli. Pratiche di agricoltura non convenzionale e resistenza rurale.

Si mangia: cena sociale con degustazione di vini naturali

21:30 _ presentazione: “(B42K) Prima del Duemila”. CentroDoc “Lorusso-Giuliani” dialoga con Massimo Sciacca e Valerio Monteventi.

A seguire: BEA dj set

DOMENICA 2 NOVEMBRE 2025

15:00 _ presentazione: “Consumi precari e desideri inariditi. L’educazione al tempo del neoliberismo”. Doposcuola solidale Vag61 dialoga con Stefano Casulli.

Si mangia: caldarroste annaffiate con vini naturali

18:00 _ presentazione: “Lavoro e salute mentale. La condizione psichica dei lavoratori”. Chiara Luce (ricercatrice) dialoga con Francesca Coin (sociologa) e Luca Negrogno (sociologo), Valerio e Francesca.

* * *

Durante i giorni del festival si potranno degustare i vini naturali delle aziende agricole Pizzillo Emanuele di Montecalvo Irpino (AV) e Lentamente soc. coop. Agricola di Torrecuso (BN)

Azienda Agricola Pizzillo Emanuele di Montecalvo Irpino (Av)
Emanuele Pizzillo, socio di Cap e’ Vierno, è uno dei giovani produttori d’Irpinia di olio e vino. A Montecalvo Irpino, luogo d’origine della sua famiglia, Emanuele ed il suo progetto di vita hanno trovato casa. Nel 2017 fonda l’Azienda Agricola Pizzillo Emanuele, per recuperare gli storici ulivi di famiglia e la vigna di Aglianico del nonno, senza utilizzo di chimica in campo. Nel 2020 nascono i suoi primi vini naturali. L’Azienda di Emanuele ha radici ben piantate nel passato e il cuore nel futuro, aperto a un’innovazione rispettosa dell’ambiente. Consapevole che le risorse del pianeta non sono infinite e che ogni singola scelta può fare la differenza.

Lentamente soc. coop. Agricola di Torrecuso (Bn)
Lentamente è una cooperativa agricola formata da persone e produttori del Sannio, con sede a Torrecuso, che crede in un’agricoltura sostenibile e in un legame profondo con il territorio. Promuoviamo pratiche rispettose dell’ambiente, valorizzando le varietà locali e la biodiversità. Non coltiviamo solo vigne e non crediamo nella monocoltura: le viti occupano oggi circa il 10% dei nostri terreni. Produciamo anche grani antichi, miele, conserve e olio. Oltre alla produzione agricola, realizziamo progetti di agricoltura sociale, coinvolgendo in particolare migranti e offrendo loro opportunità di inclusione e formazione. Crediamo che l’agricoltura non produca risultati immediati, come spesso la nostra società si aspetta. La sostenibilità richiede tempi lenti e rispettosi. Lentamente è un’azienda agricola, ma anche un soggetto che mira a stimolare la comunità locale.

Pubblicato in Archivio iniziative, Comunicati, Home | Commenti disabilitati su Li/ber – Festival di libri e vini non omologati: il programma

Solidarietà a Plat e alle famiglie di via Michelino

Solidarietà alle compagne di Plat e alle famiglie coinvolte oggi durante lo sfratto coatto eseguito in via Michelino a Bologna

Pubblicato in Comunicati, Home | Commenti disabilitati su Solidarietà a Plat e alle famiglie di via Michelino

Da Bologna a Firenze: il futuro irrompe

SABATO 18 OTTOBRE’025 alle 14,30 @ FIRENZE

18 OTTOBRE, DA BOLOGNA A FIRENZE
PER TUTTO, PER ALTRO, PER QUESTO

Quando riapre la fabbrica? Quando si libera la Palestina? Quando si costruisce giustizia climatica? Quando case, acqua, energia, salute, istruzione, cibo, diventano beni di tutte, e non profitti di alcuni? Quando si curano le ecologie che viviamo? In questi anni, con il Collettivo di Fabbrica ex GKN abbiamo imparato a costruire convergenze. In queste settimane le nostre piazze hanno esondato di indignazione per il genocidio in Palestina. E indignazione è anche ciò che proviamo di fronte alla estenuante attesa nella quale le istituzioni hanno rinchiuso i lavoratori dell’ex GKN. Che hanno un piano industriale che parla di conversione ecologica, un azionariato popolare che li sostiene, e la determinazione di essere un granello di sabbia che rompe gli ingranaggi che collegano sfruttamento, guerra e crisi ecologica.

Sabato 18 ottobre partiremo da Bologna per raggiungere ancora una volta a Firenze.

Torneremo in corteo, torneremo a gridare, cantare, progettare, sognare. Per tutto, per altro, per questo, siamo tutte GKN.

Pubblicato in Archivio iniziative, Comunicati, Home | Commenti disabilitati su Da Bologna a Firenze: il futuro irrompe

Voci da Vag – Festa di riapertura

SABATO 27 SETTEMBRE’025 alle 18

> foto della serata: qui

Sabato 27 settembre “Voci da Vag – Festa di riapertura”: dalle 18 dibattiti, mostre, laboratori e banchetti, cena a seguire dj set ballereccio con missTitillo e Bettalicious

Vag61 riapre

Dopo la chiusura forzata, causata dall’incendio dello scorso 1 maggio, sabato 27 settembre Vag61 riapre.

Vag61 riapre nei giorni di una grande mobilitazione internazionale contro il genocidio del popolo palestinese. Anche nella nostra città le strade e le piazze si sono riempite di ragazze e ragazzi, di uomini e di donne di tutte le età che hanno voluto gridare “basta” allo sterminio dell’esercito israeliano nei territori di Gaza e della Cisgiordania. La carneficina quotidiana delle vite palestinesi, un crimine bestiale messo in atto dall’esercito israeliano, di fronte alla quale il diritto internazionale e il falso umanitarismo degli Stati hanno prodotto solo codardia e impotenza, mentre nelle vite delle persone reali ha scatenato una vera e propria rivolta di coscienze. Una presa di coscienza fatta di manifestazioni, presidi, scioperi, blocchi, azioni di pressione, assemblee ed incontri per porre fine ad ogni rapporto economico, politico, culturale e diplomatico con lo Stato di Israele e per accompagnare l’azione della Global Sumud Flotilla. In tante e tanti in piazza, la Flotilla in mare, ognuna e ognuno dove e come ha potuto.

Vag61 riapre nel momento in cui negli Usa Donald Trump “designa” il movimento “Antifa” come un’organizzazione terrorista e ne annuncia la messa al bando, seguito da Orban in Ungheria e dalla Camera bassa del parlamento olandese che ha approvato la proposta dell’estrema destra di Geert Wilders. Si tratta di un modo grezzo e opprimente per far fuori quell’universo di movimenti, collettivi, gruppi radicali, catalogati sotto quell’unica sigla, come un vero e proprio “nemico ideologico”, per colpire chiunque cerchi di riconoscere le strategie, le dinamiche e i nuovi modi di presentarsi del fascismo e non abbia rinunciato a combatterlo tutti i giorni.

Vag61 riapre a poche settimane dallo sgombero del Leoncavallo che, per la destra fascio-leghista al governo, è sempre stato un emblema, uno spauracchio simbolico, un’anomalia da ricondurre all’ordine. Così come i “centri sociali” sono altrettanti “nemici ideologici” (al ministero dell’Interno c’è già l’elenco di altri sgomberi), perché luoghi in cui l’aggregazione non passa attraverso le logiche di mercato, perché “residui di autonomia” che, in quanto tali, non possono essere tollerati.

Vag61 riapre mentre il DL Sicurezza è in piena applicazione anche qui a Bologna, con il prolungamento delle zone rosse, l’uso frequente del taser, la polizia in antisommossa che sostituisce l’ufficiale giudiziario negli sfratti per “morosità incolpevole” e butta per strada famiglie di lavoratori che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. E’ prevedibile una nuova stagione di sfratti e di sgomberi, sulla base di logiche da “esclusione & controllo”: con la copertura politica del DL Sicurezza le questure si sentiranno più forti nelle azioni repressive.

Vag61 riapre in una città dove la questione abitativa, da diritto difficile da rivendicare, è diventata un dramma sempre più angosciante. Dove ormai molti lavori vengono retribuiti con stipendi che fanno finire nella cosiddetta “fascia di povertà”. Certo, tutto questo deriva da anni di politiche neoliberiste, di vincoli finanziari e patti di stabilità che hanno trascinato intere fasce delle popolazioni europee verso una disoccupazione di massa e una precarietà generalizzata. Ma anche le scelte delle amministrazioni locali hanno contribuito al disastro. Sono stati distrutti a colpi di piccone le fondamenta dello stato sociale (dalla scuola all’edilizia pubblica, dall’assistenza alla sanità e alla previdenza), sono stati brutalmente massacrati i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e la copertura dei salari è stata ridotta ai minimi storici.

Vag61 riapre nella consapevolezza che in un periodo in cui si stanno estendendo i processi di imbarbarimento e di fascistizzazione socio-culturale, non possiamo permetterci il lusso di avere la memoria corta. Senza una memoria storica “partigiana” non si va da nessuna parte. E’ fondamentale recuperare, mantenere vivi e trasmettere tutti quei percorsi di lotta e di resistenza e che sono stati i migliori anticorpi ai peggiori rigurgiti nazifascisti

Vag61 riapre, ma non vuole essere la “riserva indiana” dove rifugiarsi dagli orrori del mondo. Vuole tornare ad essere il luogo dove, attraverso un progetto collettivo si sperimentano momenti di solidarietà, pratiche sociali dal basso e forme di autogestione. Uno spazio aperto verso percorsi di convergenza, come ci hanno insegnato gli operai e le operaie dell’ex Gkn nella loro lunga lotta.

Vag61 riapre nella convinzione che, alle pratiche di resistenza e di opposizione (oggi assolutamente necessarie), bisogna accompagnare riflessioni di prospettiva: è necessario imbastire ragionamenti e confronti sul futuro che ci aspetta. “Gettare il cuore oltre l’ostacolo per raccogliere i battiti del mondo” è un bello slogan che abbiamo letto sui muri di questa città. I modi e le pratiche con cui farlo dovranno essere parte del nostro lavoro di inchiesta e di ricerca sulle miserie del presente.

Vag61 riapre, torneranno a viverlo e ad attraversarlo realtà come il collettivo di Vag, il CentroDoc “Lorusso – Giuliani”, Zic.it, Smk factory, il Doposcuola solidale, Hacklabbo, Mediterranea. Poi se la nostra “flottiglia di terra” si allargherà ad altre sensibilità individuali e/o collettive dipenderà anche dai tanti compagni e dalle tante compagne che hanno riempito la sala e il cortile nelle decine di iniziative che abbiamo organizzato. Speriamo che continuiate a farlo, a partire dal prossimo sabato, il 27 settembre.

Pubblicato in Comunicati, Home | Commenti disabilitati su Voci da Vag – Festa di riapertura

Difendiamo la Global Sumud Flotilla sotto attacco!

MERCOLEDI’ 24 SETTEMBRE’025 alle 19,30 @ PIAZZA NETTUNO

Difendiamo la Global Sumud Flotilla sotto attacco!

Presidio mercoledì 24 settembre alle 19,30 in piazza del Nettuno.
Assemblea cittadina rimandata, scendiamo in piazza!

Pubblicato in Archivio iniziative, Comunicati, Home | Commenti disabilitati su Difendiamo la Global Sumud Flotilla sotto attacco!

Blocchiamo tutto – Assemblea cittadina

GIOVEDI’ 18 SETTEMBRE’025 alle 18,30 @ PIAZZA NETTUNO

Blocchiamo tutto – 22 settembre sciopero generale

Rompiamo l’assedio a Gaza

Difendiamo la Global Sumud Flotilla

Pubblicato in Archivio iniziative, Comunicati, Home | Commenti disabilitati su Blocchiamo tutto – Assemblea cittadina

Gaza sta bruciando: scendi in piazza oggi

MARTEDI’ 16 SETTEMBRE’025 alle 19,30 @ PIAZZA NETTUNO

Pubblicato in Archivio iniziative, Comunicati, Home | Commenti disabilitati su Gaza sta bruciando: scendi in piazza oggi